martedì 13 dicembre 2011

TARANTO TAGLIATA FUORI - CONTINUITÀ TERRITORIALE


Con i recenti tagli ai treni a Taranto, che, ben inciso: TRENITALIA si comporta come Aeroporti di Puglia (ambedue partecipate da capitale Pubblico), torna d’attualità ancora più pressante, Il diritto alla mobilità assicurato dalla Costituzione Italiana, che abbiamo studiato a scuola. Pare che questo "diritto" ci debba essere garantito.

L’articolo 16 di quella Costituzione recita che lo Stato garantisce che posso «circolare liberamente in qualsiasi parte del territorio italiano».

Ora i casi sono 2:

1. La Costituzione può essere tranquillamente calpestata, e    su questo, chiederemo lumi ancora una volta al Presidente Giorgio NAPOLITANO;
   2.  Taranto, non è in territorio italiano.


Avevamo già affrontato il tema a giugno di quest’anno, ma è doveroso fare una ripassatina, perché oggi Taranto può essere considerata alla stregua della Sardegna dove viene applicata la legge sulla “continuità territoriale”, che i nostri amministratori potrebbero invocare anziché appendersi una corda al collo.

Il diritto alla mobilità è un diritto fondamentale ed inalienabile della persona. Un diritto che viene però negato ai tarantini e a tutti cittadini (italiani e stranieri), costretti, per raggiungere Taranto ad un viaggio da terzo mondo se ...si sceglie il treno. Se si preferisce l'aereo, bisogna farsi un'ora di calvario da Bari in auto o in taxi pagando tariffe aggiuntive (minimo 50,00 €).

Il diritto alla mobilità sancito dalla Costituzione per i tarantini resta dunque un diritto solo sulla carta. Né i politici (regionali o parlamentari, questi ultimi teoricamente più esperti di leggi) si sono indignati quando la scorsa estate venivano dirottati voli charter destinati a Taranto. Esiste però uno strumento legislativo già utilizzato per i collegamenti da e per la Sardegna, ma anche per la Sicilia e con la Calabria (Crotone) può essere «copiato» per Taranto in un momento di grave difficoltà per la mobilità dei cittadini tarantini. Il suggerimento arriva addirittura (chi l'avrebbe mai detto) dall'avvocato dello Stato Pierluigi Di Palma, già direttore generale dell'Enac, e redattore del disegno di legge Fitto sulla concessione degli aeroporti pugliesi e punto di riferimento per gli aeroporti pugliesi per le procedure che hanno portato la Puglia ad ottenere il riconoscimento dall'Ue per gli aiuti al passeggero. Ricordiamo che a Taranto la CEE ha stanziato 5 milioni di € per il Taranto-Roma e il Taranto-Milano (nella legge finanziaria del 2003 l'allora ministro dei trasporti Pietro Lunardi aveva previsto per l'aeroporto di Grottaglie collegamenti aerei con Roma e Milano in regime di oneri di servizio pubblico). Ma tutto questo richiede impegno e volontà politica. E stando alla tempestività dei nostri c'è da stare tranquilli: nulla si farà e i tarantini continueranno a viaggiare da terzo mondo e ad arricchire la nostre amate Bari e Brindisi.

Ricordiamo che Taranto potrebbe contare su un bacino d'utenza di circa 1.200.000 abitanti (alta Calabria, Basilicata e costa Salentina fino a Gallipoli). Ecco perchè Taranto non viene vista di buon occhio e quindi emarginata da Bari (leggasi Domenico DI PAOLA spalleggiato da Guglielmo MINERVINI).

Nessun commento:

Posta un commento

chi lascia un commento si assume la responsabilità di quello che scrive.