venerdì 19 giugno 2026

FERRARESE COMMISSARIO DI AEROPORTO TARANTO

 


I giochi del Mediterraneo si terranno principalmente a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre. Era stato sempre detto che, si sarebbe permesso agli atleti (e attrezzature varie) e agli spettatori (tramite voli charter) di arrivare in Aeroporto Taranto (a 15 minuti da Taranto). Ora, già qualcuno (i soliti noti), comincia a rimangiarsi la parola. La scusa è già pronta: aerostazione non pronta. Sono i soliti lavori …strategici (come quelli degli anni ’70 che causarono la chiusura dell’aeroporto). Riaprì solo per la guerra in Kosovo (sopportando il traffico di Bari e Brindisi).

I …giochi sono fatti, ma nessuno ne parla. I tarantini verranno messi davanti a fatto compiuto e come al solito faranno spallucce e daranno colpa all’inevitabilità: “siamo i migliori, ma siamo sempre perdenti”. Grazie soprattutto ad una “classe” politica che non fa neanche il minimo sindacale e soprattutto non si presenta nelle stanze che contano (capaci solo di festeggiare, vedi ad esempio il voto provinciale che, alla maggior parte dei tarantini porterà benefici e neanche è invitata a partecipare).   

Nel dicembre 2025, il Corriere della Sera (l’articolo potete leggere sotto), titolava che i giochi a Taranto non si potevano fare. Il commissario Ferrarese invece, è riuscito a portare a termine tutte le strutture: un miracolo!!!???

E se chiedessimo un commissario per l’aeroporto? Potrebbe essere lo stesso Ferrarese che, conosce bene l’argomento, visto che quando era presidente della provincia di Brindisi; fu anche lui l’artefice dei voli passeggeri a Brindisi e dell’Alenia a Grottaglie.


Chi vuole raggiungere Taranto

A cinquanta giorni dal via dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina, l’appuntamento sportivo più importante ospitato dal nostro Paese negli ultimi vent’anni, l’Italia è di fronte a una figuraccia storica sul piano organizzativo di un altro evento agonistico di primo livello: la ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo, prevista a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre 2026, rischia concretamente di saltare o di venir assegnata d’urgenza a un’altra Nazione. Sarebbe la prima volta dal 1951, anno in cui i Giochi aperti ai ventiquattro paesi che si affacciano nell'area mediterranea vennero riconosciuti, che si verifica una simile evenienza. Nel 2013 la terribile crisi economica che investì la Grecia costrinse gli organizzatori a spostarsi in Turchia ma non stoppò le gare. Dietro alla vicenda, una battaglia feroce tra il comitato organizzatore locale e chi gestisce i Giochi a livello internazionale.

Dal Masterplan ai ruoli centrali: manca tutto 

La criticità della situazione di Taranto è stata messa nero su bianco poche settimane fa in un rapporto dell’International Committee of The Mediterranean Games che si è riunito in Portogallo. Del Masterplan dei Giochi, che doveva essere presentato all’assemblea generale del 29 novembre, non c’è alcuna traccia. Sullo Stadio Iacovone che ospiterà (in teoria) le cerimonie di apertura e chiusura e sulle altre strutture sportive non è stato presentato alcun report tecnico mentre il Piano Budget sollecitato più volte da aprile non è stato mai redatto come non sono mai stati presentati i report sulle «tappe chiave». Tutti i ruoli centrali della macchina organizzativa (medici, di sicurezza, media…) sono vacanti e mancano completamente le guide tecniche.

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Non c'è traccia del Villaggio

Dove e come verranno ospitati gli oltre ottomila partecipanti, atleti, tecnici, dirigenti e vip non è noto: si parla di una nave da crociera ancorata nel porto della città pugliese ma nessuna ipotesi è stata avanzata ufficialmente da chi organizza. E di un eventuale Villaggio non c’è alcuna traccia. La produzione televisiva, quella in alto mare: la Rai coprirebbe solo le cerimonie e le gare di atletica (gli sport che assegnano medaglie sono ben 27) e il budget di tre milioni è ampiamente insufficiente. Non c’è nessun piano per le cerimonie di apertura e chiusura e nessuna traccia delle «attività culturali» previste dal capitolato come pure del piano dei trasporti. L’aeroporto militare di Taranto Grottaglie, indicato come luogo di atterraggio di presunti charter per atleti e vip, non risulta coinvolto. Ad aggravare la situazione la totale assenza di un piano di reclutamento dei volontari e di un sistema informatico. Il Comitato Internazionale dei Giochi ha indicato all’Italia sette prescrizioni urgenti a cui adempiere, che vanno dal completamento del Masterplan al reperimento dei budget. Riuscire a mettere tutto in atto sembra difficilissimo.

«Oggi Taranto non li può ospitare»

«Parliamoci chiaro: il problema non sono solo i cantieri. I problemi sono i servizi tecnologici, il broadcasting, l'antidoping: costano tutti milioni di euro e ci è stato chiesto di affidarli a società indicate dal Comitato Internazionale senza gara. Noi chiedevamo una gara: ci siamo opposti a procedure non trasparenti e non legittime». Così ieri ha respinto ogni accusa il commissario straordinario per i Giochi Massimo Ferrarese, in merito all'allarme lanciato da Davide Tizzano, due ori olimpici nel canottaggio di cui è numero uno federale, nel ruolo di presidente della confederazione internazionale dei Giochi. Martedì durante il Consiglio Nazionale del Coni Tizzano aveva riferito che «il Comitato Organizzatore oggi non è in grado di mettere in piedi l’edizione e non ci sono possibilità di rinviarli al prossimo anno. Servono impianti e un'organizzazione che non ci sono».

«Faccio una proposta al comitato internazionale e a Tizzano: chiediamo un parere congiunto alla Corte dei Conti - ha spiegato Ferrarese - è semplice e trasparente: noi utilizziamo dei fondi pubblici quindi siamo soggetti al controllo della Corte ». Ferrarese incalza: «Se la Corte dei Conti dovesse dare ragionale al comitato internazionale e quindi sarà possibile affidare 11,6 milioni per servizi di cui non abbiamo nemmeno la descrizione. Io sono disponibilissimo a fare un passo di lato o a mettermi anche da parte a disposizione di chi verrà ad agire chiedendo anche scusa per il tempo trascorso. Se però la Corte dei Conti dovesse dar ragione al nostro Comitato, che ha lavorato e ha cercato di trovare delle soluzioni, il Comitato Internazionale dovrà chiedere scusa a noi, ai cittadini per il tempo perso che hanno creato problemi ai Giochi e praticamente rischiano di non farci raggiungere gli obiettivi».

Soltanto un mese fa il ministro dello Sport Andrea Abodi aveva dichiarato che «c'è uno stato di avanzamento dei lavori che rispetta gli impegni assunti, quindi si procede con lo spirito positivo, costruttivo, cercando di non trascurare nulla e di collaborare al meglio nel rispetto delle regole. stiamo aspettando. Io ho cercato più che di mediare nei rapporti con il comitato organizzatore, di trovare le condizioni per un accordo perché il mio mestiere è questo, ho la responsabilità del coordinamento. Prima di tutto mi aspetto che sia il comitato a generare le risorse che servono per completare il quadro economico». Del quadro nessuna traccia.

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