I giochi del Mediterraneo si
terranno principalmente a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre. Era stato
sempre detto che, si sarebbe permesso agli atleti (e attrezzature varie) e agli
spettatori (tramite voli charter) di arrivare in Aeroporto Taranto (a 15 minuti
da Taranto). Ora, già qualcuno (i soliti noti), comincia a rimangiarsi la
parola. La scusa è già pronta: aerostazione non pronta. Sono i soliti lavori …strategici
(come quelli degli anni ’70 che causarono la chiusura dell’aeroporto). Riaprì solo per la guerra in Kosovo (sopportando il
traffico di Bari e Brindisi).
I …giochi sono fatti, ma nessuno ne parla. I tarantini verranno messi davanti a
fatto compiuto e come al solito faranno spallucce e daranno colpa all’inevitabilità:
“siamo i migliori, ma siamo sempre perdenti”. Grazie soprattutto ad una “classe”
politica che non fa neanche il minimo sindacale e soprattutto non si presenta
nelle stanze che contano (capaci solo di festeggiare, vedi ad esempio il voto
provinciale che, alla maggior parte dei tarantini porterà benefici e neanche è
invitata a partecipare).
Nel dicembre 2025, il Corriere
della Sera (l’articolo potete leggere sotto), titolava che i giochi a Taranto
non si potevano fare. Il commissario Ferrarese invece, è riuscito a portare a
termine tutte le strutture: un miracolo!!!???
E se chiedessimo un commissario
per l’aeroporto? Potrebbe essere lo stesso Ferrarese che, conosce bene l’argomento,
visto che quando era presidente della provincia di Brindisi; fu anche lui l’artefice
dei voli passeggeri a Brindisi e dell’Alenia a Grottaglie.
Chi vuole raggiungere Taranto
Dal Masterplan
ai ruoli centrali: manca tutto
La criticità della situazione di Taranto è stata
messa nero su bianco poche settimane fa in un rapporto dell’International
Committee of The Mediterranean Games che si è riunito in Portogallo. Del
Masterplan dei Giochi, che doveva essere presentato all’assemblea generale del
29 novembre, non c’è alcuna traccia. Sullo Stadio Iacovone che ospiterà (in
teoria) le cerimonie di apertura e chiusura e sulle altre strutture sportive non
è stato presentato alcun report tecnico mentre il Piano Budget
sollecitato più volte da aprile non è stato mai redatto come non sono
mai stati presentati i report sulle «tappe chiave». Tutti i ruoli centrali
della macchina organizzativa (medici, di sicurezza, media…) sono vacanti e
mancano completamente le guide tecniche.
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Non c'è
traccia del Villaggio
Dove e come verranno ospitati gli oltre ottomila
partecipanti, atleti, tecnici, dirigenti e vip non è noto: si parla di una nave
da crociera ancorata nel porto della città pugliese ma nessuna ipotesi è stata
avanzata ufficialmente da chi organizza. E di un eventuale Villaggio non c’è
alcuna traccia. La produzione televisiva, quella in alto mare: la Rai
coprirebbe solo le cerimonie e le gare di atletica (gli sport che assegnano
medaglie sono ben 27) e il budget di tre milioni è ampiamente insufficiente.
Non c’è nessun piano per le cerimonie di apertura e chiusura e nessuna traccia
delle «attività culturali» previste dal capitolato come pure del piano dei
trasporti. L’aeroporto militare di Taranto Grottaglie, indicato come luogo
di atterraggio di presunti charter per atleti e vip, non risulta coinvolto. Ad
aggravare la situazione la totale assenza di un piano di reclutamento dei
volontari e di un sistema informatico. Il Comitato Internazionale dei Giochi ha
indicato all’Italia sette prescrizioni urgenti a cui adempiere, che vanno dal
completamento del Masterplan al reperimento dei budget. Riuscire a mettere
tutto in atto sembra difficilissimo.
«Oggi Taranto
non li può ospitare»
«Parliamoci chiaro: il problema non sono solo i
cantieri. I problemi sono i servizi tecnologici, il broadcasting, l'antidoping:
costano tutti milioni di euro e ci è stato chiesto di affidarli a società
indicate dal Comitato Internazionale senza gara. Noi chiedevamo una gara: ci
siamo opposti a procedure non trasparenti e non legittime». Così ieri ha
respinto ogni accusa il commissario straordinario per i Giochi Massimo
Ferrarese, in merito all'allarme lanciato da Davide Tizzano, due ori
olimpici nel canottaggio di cui è numero uno federale, nel ruolo di presidente
della confederazione internazionale dei Giochi. Martedì durante il
Consiglio Nazionale del Coni Tizzano aveva riferito che «il Comitato
Organizzatore oggi non è in grado di mettere in piedi l’edizione e non ci sono
possibilità di rinviarli al prossimo anno. Servono impianti e un'organizzazione
che non ci sono».
«Faccio una proposta al comitato internazionale e
a Tizzano: chiediamo un parere congiunto alla Corte dei Conti - ha
spiegato Ferrarese - è semplice e trasparente: noi utilizziamo dei fondi
pubblici quindi siamo soggetti al controllo della Corte ». Ferrarese incalza:
«Se la Corte dei Conti dovesse dare ragionale al comitato internazionale e
quindi sarà possibile affidare 11,6 milioni per servizi di cui non abbiamo
nemmeno la descrizione. Io sono disponibilissimo a fare un passo di lato o a
mettermi anche da parte a disposizione di chi verrà ad agire chiedendo anche
scusa per il tempo trascorso. Se però la Corte dei Conti dovesse dar ragione al
nostro Comitato, che ha lavorato e ha cercato di trovare delle soluzioni, il
Comitato Internazionale dovrà chiedere scusa a noi, ai cittadini per il tempo
perso che hanno creato problemi ai Giochi e praticamente rischiano di
non farci raggiungere gli obiettivi».
Soltanto un mese fa il ministro dello Sport Andrea
Abodi aveva dichiarato che «c'è uno stato di avanzamento dei lavori che
rispetta gli impegni assunti, quindi si procede con lo spirito positivo,
costruttivo, cercando di non trascurare nulla e di collaborare al meglio nel
rispetto delle regole. stiamo aspettando. Io ho cercato più che di mediare nei
rapporti con il comitato organizzatore, di trovare le condizioni per un accordo
perché il mio mestiere è questo, ho la responsabilità del coordinamento. Prima
di tutto mi aspetto che sia il comitato a generare le risorse che servono per
completare il quadro economico». Del quadro nessuna traccia.


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