martedì 8 settembre 2026


 articolo di Nicola Borzi

Una nuova microscopica Alitalia fatta da aerotaxi per 20 passeggeri, ma con un preventivo già nell’ordine dei 300 milioni in tre anni. Il tutto senza che siano noti domanda reale di trasporto, business plan, prospettiva di ricavi e di sostenibilità. E il progetto Regional Air Mobility (Ram), linea aerea regionale che l'Ente nazionale per l’aviazione civile ha affidato a una società in house, Enac Servizi, alla quale con una convenzione del 2024 e un contratto di programma del luglio 2025 ha dato in gestione una ventina di piccoli aeroporti demaniali.

La micro-Alitalia piace a destra, Fdl in primis, ma non ai cittadini. DI RAM e dei progetti dell’Enac si parlerà oggi alla Camera in una presidente dell’ente Pierluigi Di

Palma (in cerca di riconferma, scade tra pochi mesi) e all'amministratore unico di Enac Servizi, Marco Trombetti, l’unica voce sarà di Fratelli d'Italia per bocca di Manuela Rinaldi, assessore ai Lavori pubblici del Lazio, Paolo Trancassini, questore della Camera, Salvatore Deidda, presidente della commissione Trasporti di Montecitorio, e Daniele Sinibaldi, sindaco di Rieti nel cui scalo nel 2027 si terranno i mondiali di volo a vela.

Enac Servizi da luglio scorso ha per contratto la gestione di 19 aeroporti minori. La rete di strutture

concesse da Enac comprende gli scali di Arezzo, Capua (Caserta), Novi Ligure (Alessandria), Pavullo

nel Frignano (Modena), Ampugnano (Siena), Belluno, Fano (Pesaro e Urbino), Ferrara, Foligno (Perugia), Lugo di Romagna (Ravenna) e da quest’anno anche Palermo Boccadifalco, Campoformido (Udine), Venegono (Varese), Verona Boscomantico, Bresso (Milano), l’elisuperficie di Anacapri, Viterbo e Latina. Il progetto è creare una linea aerea per aerotaxi da massimo 20 posti che colleghi questi microscali. Il 15 settembre scorso Rai e stampa locale hanno esaltato il primo volo di Ram da Fano a Roma Urbe, “50 minuti invece che quattro ore di treno o auto”. Ma gli investimenti ventilati sono milionari: solo ad Ampugnano sono annunciate spese di ampliamento per 34,5 milioni. Siccome manca una stima dei ricavi, il progetto prevede centrali fotovoltaiche negli aeroporti per coprire parte dei costi. Nello scalo senese sono stati immaginati 20 ettari coperti di pannelli solari, al costo di 16 milioni. Ma il resto potrebbe venire posto a carico di Comuni e Regioni.

Proprio a Siena il 18 luglio 2025 l’onorevole Francesco Michelotti (Fdl) ha portato per il progetto Ram Deidda i vertici di Enac ed Enac Servizi, oltre a Deidda. Dopo un sopralluogo ad Ampugnano, nell’aeroporto della piana di Rosia, è seguita una conferenza stampa. Giuseppe Gugliotti lista civica di centrosinistra), sindaco di Sovicille nel cui territorio ricade lo scalo, non è stato invitato mentre al tavolo c’era la sindaca di Siena, Nicoletta Fabio, indipendente di centro-destra. La proposta è di 8 voli giornalieri con aerotaxi fino a 19 posti e rotte su Roma Urbe e altri scali del circuito Ram. Ma i tecnici dei trasporti come Dario Balotta, che ne ha scritto sul Fatto, sanno che nessun aeroporto che non raggiunga 1 milione di passeggeri l’anno è sostenibile economicamente. Tantomeno per ambiente e comunità.

Così a Siena e Arezzo i cittadini sono già insorti contro i progetti Ram. Il comitato di Ampugnano, attivo dal 2007 contro vecchi piani mai realizzati, ha lanciato una petizione che ha già raccolto 2 mila firme contro l’ampliamento, chiedendo investimenti alternativi su strade e ferrovia, un utilizzo diverso dell’area demaniale, ad esempio a parco sportivo, e la salvaguardia ambientale del territorio. Sinora però non ha avuto ascolto: Fdl può continuare a sognare di volare.

Il modello Puglia guida le rotte Salvini «promuove» l'ad Vasile


 articolo di Rosanna VOLPE

Il «modello Puglia» traccia le linee guida delle rotte nazionali. Il nuovo Piano nazionale aeroporti 2026-2035. presentato ieri a Roma dal Ministro dello Infrastrutture e dei Trasporti. Matteo Salvini, ha ufficialmente eletto la rete pugliese come riferimento per l’intera aviazione civile italiana. il documento parla chiaro: mentre il resto del Paese si prepara a una rivoluzione strutturale, la Puglia ha già tagliato il traguardo, risultando la prima e unica realtà nazionale ad aver tradotto le direttive europee in un network integrato e moderno.

Il Piano sviluppato in una prospettiva di integrazione intermodale, si colloca come uno strumento di pianificazione formulato in attesa della predisposizione di un più ampio Piano generale della mobilità e del trasporto e ridisegna il perimetro d'interesse dell’aviazione civile da oggi al 2035. in lui percorso coerente ai temi della sostenibilità ambientala sociale ed economica. della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica, anche in una visione di continuità e sviluppo del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Nel documento si fa espresso riferimento alla rete aeroportuale pugliese, come «unica che ha definito il complesso procedimento di carattere normativo per la costituzione di un "network” recependo la Direttiva Ue».

Tredici i sistemi aeroportuali coordinati. ricalcando esattamente la visione Industriale che la Puglia ha costruito nel tempo. Un'evoluzione che inette al centro la transizione ecologica, rispondendo alla domanda di mobilità con infrastrutture capaci di fare sistema

«Questa certificazione - ha dichiarato Antonio Maria Vasile, presidente di Aeroporti di Puglia - premia la scelta fatta anni fa: mettere in rete gli aeroporti secondo logiche di cooperazione e digitalizzazione, superando la vecchia visione frammentata. Oggi siamo un sistema pronto ad affrontare le sfide della decarbonizzazione e della competitività globale».

Il riconoscimento del Mit premia le identità specifiche di ogni pista. Significativa l'attenzione verso l’aeroporto di Bari. inserito tra gli scali di rilevanza internazionale, frutto di un percorso di crescita che lo ha consolidato come porta strategica del Mezzogiorno nel Mediterraneo, sia por i flussi passeggeri sia per lo sviluppo economico e turistico della regione.

Di grande rilevanza anche il reinserimento di Foggia tra gli aeroporti di interesse nazionale rispetto alla precedente pianificazione del 2015. «Questo dimostra - ha sottolineato Vasile - che la logica di rete funziona davvero: ogni aeroporto contribuisce, con la propria fruizione e specializzazione, alla crescita complessiva del sistema regionale o nazionale». Grottaglie è stato inoltro ricordato nel Piano come scalo nazionale di riferimento per lo sviluppo del cargo e soprattutto come primo spazioporto nazionale designato per le operazioni di accesso allo spazio. Una scelta che proietta la Puglia «in una dimensione interazionale avanzata, legata all’aerospazio, alla ricerca, all'innovazione e alle nuove economie ad alto contenuto tecnologico».

Attenzione è stata espressa anche per l'esperienza dell'aeroporto di Brindisi nel campo della digitalizzazione e dell’innovazione applicata al controllo del traffico aereo, attraverso lo sviluppo delle torri digitali e dei sistemi di controllo remoto, riconoscendo ancora una volta la capacità della Puglia di anticipalo i cambiamenti e investire nelle tecnologie del futuro del settore aeroportuale europeo.

«Siamo consapevoli ha concluso Vasile - die questo riconoscimento rappresenti anche una responsabilità. Per questo continueremo a investire in qualità e innovazione per guidare la transizione ecologica del settore in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione fissati dall'Organizzazione interazionale dell’Aviazione civile per il 2050».

 


sabato 25 luglio 2026

CACIARA AEROPORTUALE

 


Resta ignorato per lungo tempo, poi alla bisogna, tutti hanno ragione e scaricano le colpe sugli altri. I principali contendenti sono M5S e FI (il PD non pervenuto). Chi ha ragione?

I M5S tirano in ballo la “continuità territoriale” (a nostro avviso, è una questione molto …tirata per i capelli). FI difende a spada tratta il governo amico.

Cos’è la “continuità territoriale”?

La continuità territoriale si applica per garantire i collegamenti di trasporto essenziali da e per le isole o le zone disagiate. Nello specifico, si attiva su rotte aeree o marittime specifiche per tutelare il diritto alla mobilità dei residenti e di altre categorie protette.

Ragion per cui, Taranto, pur essendo disagiata, è pur sempre raggiungibile.
Era il 13 dicembre 2011, volemmo fare una provocazione e, pubblicammo un post “TARANTOTAGLIATA FUORI - CONTINUITÀ TERRITORIALE“. Nel post, prendevamo esempio (ironia della sorte) dallo strumento legislativo …usato dall’allora avvocato dello Stato Pierluigi Di Palma (ora direttore ENAC).

Erano altri tempi, era ancora vivo e doloroso lo scippo degli “Aiuti di Stato”. La CEE aveva stanziato 5 milioni di € per il Taranto-Roma e il Taranto-Milano (nella legge finanziaria del 2003 l'allora ministro dei trasporti Pietro Lunardi aveva previsto per l'aeroporto di Taranto collegamenti aerei con Roma e Milano in regime di oneri di servizio pubblico).

Tornando all’attualità; ora le cose sono diverse. È soprattutto AdP che non vuole i voli a Taranto. Quindi il pressing va fatto a Decaro. È AdP (quindi la regione Puglia) che si pregia di avere una “rete aeroportuale”. È AdP che usa due pesi e due misure, creando da sempre diseguaglianze tra Foggia e Taranto.

Pertanto, quello che auspichiamo è una cordata unica, con tutti i politici (di destra e sinistra) uniti nel chiedere la riattivazione di aeroporto Taranto (come facemmo il 30 giugno2011).


venerdì 17 luglio 2026

L'EX PRESIDENTE BRINDISI FERRARESE RILANCIA AEROPORTO TARANTO


Nel post "FERRARESE COMMISSARIO DI AEROPORTOTARANTO" del 19 giugno, lo avevamo auspicato. Ora Ferrarese, esce allo scoperto con dichiarazioni che non lasciano dubbi: "...Non è vero che Grottaglie non sia appetibile. È il territorio a diventare attrattivo e, quando un territorio cresce, richiama automaticamente investimenti e nuovi vettori. Un aeroporto moderno, inserito in un’area strategica e ricca di opportunità, ha tutte le potenzialità per svilupparsi” e ancora: “…Oggi abbiamo due aeroporti che registrano numeri molto elevati. Grottaglie non nasce per sottrarre traffico a Bari o Brindisi, ma per integrarli, soprattutto durante la stagione turistica, quando la domanda cresce in maniera significativa”.

Riguardo alla denominazione, possiamo tranquillamente tralasciare. L’aeroporto è denominato -Aeroporto Taranto Grottaglie Marcello Arlotta- e va bene così!

Si è espresso anche il desaparecido sindaco diTaranto (forse voleva una spinta). “…i Giochi del Mediterraneo rappresentano un’opportunità irripetibile per dimostrare che lo scalo è già in grado di accogliere passeggeri e delegazioni internazionali e che, terminata la manifestazione, può ospitare stabilmente voli civili di linea e traffico turistico”.

Ancora “…Può coesistere con gli aeroporti di Bari e Brindisi, intercettando un diverso bacino di utenza, senza alcuna concorrenza distruttiva”.

E addirittura: “…annuncia inoltre di aver scritto al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per chiedere l’istituzione di un presidio di Polizia all’interno dello scalo. Dalle interlocuzioni con ENAC, infatti, sarebbe emerso che l’ufficio non è stato ancora attivato per la mancanza di alcuni requisiti”.

Per quanto ci risulta, Aeroporto Taranto è sempre stato doganale e comunitario con perenne presidio della polizia. Da salta fuori questa mancanza di requisiti, resta un mistero! Quello che è sempre mancato, è un presidio medico.


La foto mostra Bono Vox all’Aeroporto Taranto che si fa un selfie con un poliziotto (che non si trovava lì per caso). Speriamo che ENAC non voglia aprire un nuovo …problema.

Di seguito l’intero articolo da”Corriere diTaranto.it

Ferrarese lancia Grottaglie “Aeroporto del Mediterraneo”

 Desk Redazione

L’aeroporto di Grottaglie si prepara a diventare uno degli snodi strategici dei Giochi del Mediterraneo 2026. I lavori di riqualificazione sono ormai in fase conclusiva e l’infrastruttura è pronta ad accogliere i voli charter delle delegazioni provenienti dai 26 Paesi partecipanti.

«È una grande soddisfazione – sottolinea il commissario Massimo Ferrarese, in una intervista rilasciata alla collega Rosato di Telenorba–. Avevamo chiesto che l’aeroporto fosse adeguato in vista dei Giochi del Mediterraneo e il fatto che la Regione abbia investito su un territorio come il nostro rappresenta un risultato importante. Molti dei voli charter organizzati dalle federazioni sportive atterreranno a Grottaglie, garantendo un collegamento diretto e più vicino alla città di Taranto».

L’obiettivo, però, va oltre l’evento sportivo. Secondo il commissario, il rilancio dello scalo potrà rappresentare un’opportunità stabile per l’intero territorio. «Si tratta di un aeroporto moderno, al passo con i tempi, che potrà continuare a essere utilizzato anche dopo i Giochi, contribuendo allo sviluppo di questa parte della Puglia, che ha un enorme potenziale turistico».

Guardando al sistema aeroportuale regionale, Ferrarese evidenzia come gli scali di Bari e Brindisi siano ormai prossimi alla saturazione. «Oggi abbiamo due aeroporti che registrano numeri molto elevati. Grottaglie non nasce per sottrarre traffico a Bari o Brindisi, ma per integrarli, soprattutto durante la stagione turistica, quando la domanda cresce in maniera significativa».

Respinge inoltre l’idea che lo scalo jonico non sia attrattivo per le compagnie aeree. «Non è vero che Grottaglie non sia appetibile. È il territorio a diventare attrattivo e, quando un territorio cresce, richiama automaticamente investimenti e nuovi vettori. Un aeroporto moderno, inserito in un’area strategica e ricca di opportunità, ha tutte le potenzialità per svilupparsi».

Alla domanda sulla possibile convivenza con gli aeroporti di Bari e Brindisi, il commissario non ha dubbi: «Assolutamente sì. L’aeroporto di Grottaglie non toglierà nulla agli altri due scali. Al contrario, sarà come una terza pista del grande sistema aeroportuale della Puglia centro-meridionale».

Infine, uno sguardo al futuro e un auspicio simbolico: «Dal momento che nasce per i Giochi del Mediterraneo, mi auguro che durante la manifestazione venga chiamato “Aeroporto del Mediterraneo”. Sarebbe bello se questo nome potesse rimanere anche dopo, come segno dell’eredità lasciata dai Giochi».

IL SINDACO BITETTI APPROVA

«Definire lo scalo di Grottaglie come l’Aeroporto del Mediterraneo non è una suggestione, ma l’unica visione strategica accettabile per il futuro della nostra terra». Il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, in una nota sostiene la proposta rilanciata dal commissario straordinario per i Giochi del Mediterraneo, Massimo Ferrarese, e torna a chiedere un ruolo centrale per l’aeroporto “Marcello Arlotta” nello sviluppo del territorio.

Per il primo cittadino, dopo anni di isolamento infrastrutturale dell’area ionica, i Giochi del Mediterraneo rappresentano un’opportunità irripetibile per dimostrare che lo scalo è già in grado di accogliere passeggeri e delegazioni internazionali e che, terminata la manifestazione, può ospitare stabilmente voli civili di linea e traffico turistico.

Secondo Bitetti, la vocazione cargo e aerospaziale dell’Arlotta è pienamente compatibile con l’attivazione dei collegamenti passeggeri. «Può coesistere con gli aeroporti di Bari e Brindisi, intercettando un diverso bacino di utenza, senza alcuna concorrenza distruttiva», sottolinea.

Il sindaco annuncia inoltre di aver scritto al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per chiedere l’istituzione di un presidio di Polizia all’interno dello scalo. Dalle interlocuzioni con ENAC, infatti, sarebbe emerso che l’ufficio non è stato ancora attivato per la mancanza di alcuni requisiti. Una criticità che, secondo Bitetti, va superata rapidamente per consentire all’aeroporto di essere pienamente operativo e pronto ad affrontare le sfide legate ai Giochi del Mediterraneo e, più in generale, al rilancio del trasporto aereo nell’area ionica.

venerdì 26 giugno 2026

AEROPORTO TARANTO UNA RISORSA CHE VALE ORO

 


L'aeroporto (per chi ha la fortuna di averlo) è una risorsa infinita. Permette una mobilità efficiente e dinamica. In poche ore si può raggiungere tutta l'Europa e, allo stesso tempo, permette di essere raggiunti da migliaia di turisti. Potrebbe davvero generare il "vero turismo" (ma anche quello mordi e fuggi). Senza contare ai benefici (tasse aeroportuali) che porterebbe ai nostri comuni.
E mentre c'è la corsa ad avere il proprio aeroporto. Vedi i casi di Lepore, Pisticci, Scalea; Foggia e Salerno ci sono riusciti.


Oggi vogliamo proporre Scalea, una aviosuperficie di 1975 mt. E' stato firmato a Roma, un accordo con ENAC per rilanciare la struttura. Oltre all'interesse della maggioranza e del sindaco, ha collaborato anche l'opposizione (come è giusto che sia in questi casi).   

Proprio come succede nella provincia di Taranto, dove insiste una infrastruttura con tanto spazio e una pista tra le più grandi d'Italia. Ebbene, con un aeroporto perfettamente funzionante (atterra ogni settimana il Boeing Dreamlifter proveniente da Seattle USA), dovrebbe essere obiettivo prioritario di comune di Taranto e Provincia per far si che finalmente decollino i voli di linea passeggeri (oltre al cargo e ai charter), soprattutto in occasione dei Giochi del Mediterraneo (che comunque sono già stati compromessi).

Ed invece, invece d'incalzare Decaro (che ha detto stop a 70 milioni e alla pazzia dello spazioporto), si riuniscono per definire le fermate del pullman!!!!????   

giovedì 25 giugno 2026

LA MOBILITÀ SECONDO GLI ESPERTI TARANTINI

 


da Antenna Sud: "...Ampio spazio è stato dedicato anche alla mobilità. Il Comune sta predisponendo una delibera di Giunta per individuare nuove aree da destinare a parcheggio, così da migliorare la gestione dei flussi veicolari nei giorni dell’evento. Parallelamente è in fase avanzata la progettazione di due nuovi hub di interscambio, destinati a rafforzare il sistema del trasporto pubblico sia nella zona orientale sia in quella occidentale della città."

Gli esperti di "mobilità" per il comune di Taranto: il capo di Gabinetto Maria Lucia Venneri, il vicesindaco Mattia Giorno, gli assessori Gianni Cataldino e Francesco Cosa, insieme ai dirigenti dei principali settori comunali, tra cui Gabinetto del Sindaco, Polizia Locale, Patrimonio, Sviluppo Economico, Urbanistica, Entrate e Programmazione economico-finanziaria. Presenti anche le società partecipate Kyma Mobilità, Kyma Servizi e Kyma Ambiente). 

Per questi tecnici e saggi, la mobilità degli spettatori che provengono, quantomeno dai paesi del Mediterraneo e non da Carosino (con tutto il rispetto per Carosino), ebbene la "mobilità", sono 2 parcheggi!!!!!!!

Saremo pessimisti, ma ribadiamo: se non si mette a disposizione dei Giochi l'aeroporto di Taranto, i giochi saranno deserti e destinati al fallimento. Speriamo di sbagliare, perchè, l'ennesimo fallimento per Taranto, difficilmente potremo spiegarlo, se non per l'incapacità di una classe dirigente che vede solo il proprio scanno.


Ecco l’intero articolo di Antenna Sud

 Giochi Mediterraneo, Taranto accelera su mobilità e servizi



Riunito il Tavolo di lavoro comunale per l’organizzazione dell’evento del 2026. Al centro parcheggi, hub di interscambio, igiene urbana e rifacimento delle strade interessate dalle competizioni


Prosegue il percorso organizzativo del Comune di Taranto in vista dei Giochi del Mediterraneo 2026. Si è riunito il Tavolo di lavoro dedicato alla pianificazione dell’evento, coordinato dal direttore generale Marco Lesto, con la partecipazione dei rappresentanti dell’Amministrazione comunale, delle direzioni dell’Ente e delle società partecipate.

All’incontro hanno preso parte il capo di Gabinetto Maria Lucia Venneri, il vicesindaco Mattia Giorno, gli assessori Gianni Cataldino e Francesco Cosa, insieme ai dirigenti dei principali settori comunali, tra cui Gabinetto del Sindaco, Polizia Locale, Patrimonio, Sviluppo Economico, Urbanistica, Entrate e Programmazione economico-finanziaria. Presenti anche le società partecipate Kyma Mobilità, Kyma Servizi e Kyma Ambiente.

La riunione ha rappresentato un momento di coordinamento operativo finalizzato a rafforzare la collaborazione tra i diversi uffici e le aziende partecipate, con l’obiettivo di garantire una gestione efficace dei servizi durante la manifestazione sportiva internazionale.

Tra i temi affrontati particolare rilievo è stato riservato al potenziamento dell’igiene urbana. L’Amministrazione punta infatti a migliorare gli interventi di pulizia del verde pubblico e a incrementare la raccolta differenziata, considerati elementi essenziali per assicurare elevati standard di decoro cittadino durante lo svolgimento dei Giochi.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla mobilità. Il Comune sta predisponendo una delibera di Giunta per individuare nuove aree da destinare a parcheggio, così da migliorare la gestione dei flussi veicolari nei giorni dell’evento. Parallelamente è in fase avanzata la progettazione di due nuovi hub di interscambio, destinati a rafforzare il sistema del trasporto pubblico sia nella zona orientale sia in quella occidentale della città.

Per l’area orientale, oltre al Park&Ride del Cimino, sarà realizzato un ulteriore parcheggio nella zona del nuovo ospedale San Cataldo. Sul versante occidentale, invece, accanto al Park&Ride di piazzale Democrate sarà predisposta una nuova area di sosta per aumentare la capacità di accoglienza dei veicoli.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre confermato l’avvio dei lavori di rifacimento delle strade interessate dai percorsi di gara, intervento ritenuto prioritario per garantire sicurezza, funzionalità e piena efficienza della rete viaria durante i Giochi del Mediterraneo.

L’Amministrazione comunale conferma così il proprio impegno nel coordinamento delle attività organizzative, con l’obiettivo di presentare Taranto come una città efficiente, accogliente e pronta ad affrontare un appuntamento sportivo di rilievo internazionale.


venerdì 19 giugno 2026

FERRARESE COMMISSARIO DI AEROPORTO TARANTO

 


I giochi del Mediterraneo si terranno principalmente a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre. Era stato sempre detto che, si sarebbe permesso agli atleti (e attrezzature varie) e agli spettatori (tramite voli charter) di arrivare in Aeroporto Taranto (a 15 minuti da Taranto). Ora, già qualcuno (i soliti noti), comincia a rimangiarsi la parola. La scusa è già pronta: aerostazione non pronta. Sono i soliti lavori …strategici (come quelli degli anni ’70 che causarono la chiusura dell’aeroporto). Riaprì solo per la guerra in Kosovo (sopportando il traffico di Bari e Brindisi).

I …giochi sono fatti, ma nessuno ne parla. I tarantini verranno messi davanti a fatto compiuto e come al solito faranno spallucce e daranno colpa all’inevitabilità: “siamo i migliori, ma siamo sempre perdenti”. Grazie soprattutto ad una “classe” politica che non fa neanche il minimo sindacale e soprattutto non si presenta nelle stanze che contano (capaci solo di festeggiare, vedi ad esempio il voto provinciale che, alla maggior parte dei tarantini porterà benefici e neanche è invitata a partecipare).   

Nel dicembre 2025, il Corriere della Sera (l’articolo potete leggere sotto), titolava che i giochi a Taranto non si potevano fare. Il commissario Ferrarese invece, è riuscito a portare a termine tutte le strutture: un miracolo!!!???

E se chiedessimo un commissario per l’aeroporto? Potrebbe essere lo stesso Ferrarese che, conosce bene l’argomento, visto che quando era presidente della provincia di Brindisi; fu anche lui l’artefice dei voli passeggeri a Brindisi e dell’Alenia a Grottaglie.


Chi vuole raggiungere Taranto

A cinquanta giorni dal via dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina, l’appuntamento sportivo più importante ospitato dal nostro Paese negli ultimi vent’anni, l’Italia è di fronte a una figuraccia storica sul piano organizzativo di un altro evento agonistico di primo livello: la ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo, prevista a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre 2026, rischia concretamente di saltare o di venir assegnata d’urgenza a un’altra Nazione. Sarebbe la prima volta dal 1951, anno in cui i Giochi aperti ai ventiquattro paesi che si affacciano nell'area mediterranea vennero riconosciuti, che si verifica una simile evenienza. Nel 2013 la terribile crisi economica che investì la Grecia costrinse gli organizzatori a spostarsi in Turchia ma non stoppò le gare. Dietro alla vicenda, una battaglia feroce tra il comitato organizzatore locale e chi gestisce i Giochi a livello internazionale.

Dal Masterplan ai ruoli centrali: manca tutto 

La criticità della situazione di Taranto è stata messa nero su bianco poche settimane fa in un rapporto dell’International Committee of The Mediterranean Games che si è riunito in Portogallo. Del Masterplan dei Giochi, che doveva essere presentato all’assemblea generale del 29 novembre, non c’è alcuna traccia. Sullo Stadio Iacovone che ospiterà (in teoria) le cerimonie di apertura e chiusura e sulle altre strutture sportive non è stato presentato alcun report tecnico mentre il Piano Budget sollecitato più volte da aprile non è stato mai redatto come non sono mai stati presentati i report sulle «tappe chiave». Tutti i ruoli centrali della macchina organizzativa (medici, di sicurezza, media…) sono vacanti e mancano completamente le guide tecniche.

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Non c'è traccia del Villaggio

Dove e come verranno ospitati gli oltre ottomila partecipanti, atleti, tecnici, dirigenti e vip non è noto: si parla di una nave da crociera ancorata nel porto della città pugliese ma nessuna ipotesi è stata avanzata ufficialmente da chi organizza. E di un eventuale Villaggio non c’è alcuna traccia. La produzione televisiva, quella in alto mare: la Rai coprirebbe solo le cerimonie e le gare di atletica (gli sport che assegnano medaglie sono ben 27) e il budget di tre milioni è ampiamente insufficiente. Non c’è nessun piano per le cerimonie di apertura e chiusura e nessuna traccia delle «attività culturali» previste dal capitolato come pure del piano dei trasporti. L’aeroporto militare di Taranto Grottaglie, indicato come luogo di atterraggio di presunti charter per atleti e vip, non risulta coinvolto. Ad aggravare la situazione la totale assenza di un piano di reclutamento dei volontari e di un sistema informatico. Il Comitato Internazionale dei Giochi ha indicato all’Italia sette prescrizioni urgenti a cui adempiere, che vanno dal completamento del Masterplan al reperimento dei budget. Riuscire a mettere tutto in atto sembra difficilissimo.

«Oggi Taranto non li può ospitare»

«Parliamoci chiaro: il problema non sono solo i cantieri. I problemi sono i servizi tecnologici, il broadcasting, l'antidoping: costano tutti milioni di euro e ci è stato chiesto di affidarli a società indicate dal Comitato Internazionale senza gara. Noi chiedevamo una gara: ci siamo opposti a procedure non trasparenti e non legittime». Così ieri ha respinto ogni accusa il commissario straordinario per i Giochi Massimo Ferrarese, in merito all'allarme lanciato da Davide Tizzano, due ori olimpici nel canottaggio di cui è numero uno federale, nel ruolo di presidente della confederazione internazionale dei Giochi. Martedì durante il Consiglio Nazionale del Coni Tizzano aveva riferito che «il Comitato Organizzatore oggi non è in grado di mettere in piedi l’edizione e non ci sono possibilità di rinviarli al prossimo anno. Servono impianti e un'organizzazione che non ci sono».

«Faccio una proposta al comitato internazionale e a Tizzano: chiediamo un parere congiunto alla Corte dei Conti - ha spiegato Ferrarese - è semplice e trasparente: noi utilizziamo dei fondi pubblici quindi siamo soggetti al controllo della Corte ». Ferrarese incalza: «Se la Corte dei Conti dovesse dare ragionale al comitato internazionale e quindi sarà possibile affidare 11,6 milioni per servizi di cui non abbiamo nemmeno la descrizione. Io sono disponibilissimo a fare un passo di lato o a mettermi anche da parte a disposizione di chi verrà ad agire chiedendo anche scusa per il tempo trascorso. Se però la Corte dei Conti dovesse dar ragione al nostro Comitato, che ha lavorato e ha cercato di trovare delle soluzioni, il Comitato Internazionale dovrà chiedere scusa a noi, ai cittadini per il tempo perso che hanno creato problemi ai Giochi e praticamente rischiano di non farci raggiungere gli obiettivi».

Soltanto un mese fa il ministro dello Sport Andrea Abodi aveva dichiarato che «c'è uno stato di avanzamento dei lavori che rispetta gli impegni assunti, quindi si procede con lo spirito positivo, costruttivo, cercando di non trascurare nulla e di collaborare al meglio nel rispetto delle regole. stiamo aspettando. Io ho cercato più che di mediare nei rapporti con il comitato organizzatore, di trovare le condizioni per un accordo perché il mio mestiere è questo, ho la responsabilità del coordinamento. Prima di tutto mi aspetto che sia il comitato a generare le risorse che servono per completare il quadro economico». Del quadro nessuna traccia.