giovedì 5 aprile 2012

ERRARE HUMANUM EST, PERSEVERARE AUTEM DIABOLICUM

dal Quotidiano del 05/04/2012
Gli interessi sono grossi, la campagna elettorale incombe, e sbandierare 300 nuovi posti di lavoro, diventa lo specchietto per le allodole.
Incuranti delle indagini della Guardia di Finanza, dalla Digos ordinate dalla Magistratura, la Provincia tira dritto.
Vorremmo sapere l'azienda Aerotecsys o Aviosystem, ha ottemperato a tutti gli adempimenti previsti per i "Contratti di Programma"?
vorrei ricordarli:

nella qualità di cui sopra, ai sensi e per gli effetti degli articoli 47 e 76 del DPR 445/2000:
a)  che il soggetto proponente e gli altri soggetti realizzatori sono regolarmente costituiti ed iscritti nel
Registro delle Imprese;
b)  che il soggetto proponente e gli altri soggetti realizzatori rispondono ai requisiti previsti dall’articolo 48 del Reg. Regionale 26 giugno 2008, n. 9;
c)  che il soggetto proponente e gli altri soggetti realizzatori sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in stato liquidazione volontaria e non sono sottoposti a procedure concorsuali;
d)  che il soggetto proponente e gli altri soggetti realizzatori si trovano in regime di contabilità ordinaria;
e)  che il soggetto proponente e gli altri soggetti realizzatori non rientrano tra coloro che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione Europea;
f)  che il soggetto proponente e gli altri soggetti realizzatori operano nel rispetto delle vigenti norme edilizie ed urbanistiche, del lavoro, sulla prevenzione degli infortuni e sulla salvaguardia dell'ambiente, con particolare riferimento agli obblighi contributivi;
g)  che il soggetto proponente e gli altri soggetti realizzatori non sono stati destinatari, nei sei anni precedenti la data di presentazione della domanda di agevolazione di provvedimenti di revoca di agevolazioni pubbliche ad eccezione di quelli derivanti da rinunce da parte delle imprese;
h)  che il soggetto proponente e gli altri soggetti realizzatori non devono restituire agevolazioni erogate per le quali è stata disposta dall’Organismo competente la restituzione;
i)  che il soggetto proponente e gli altri soggetti realizzatori non si trovano in condizioni tali da risultare un’impresa in difficoltà così come definita dagli Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà;
j)  che il soggetto proponente e gli altri soggetti realizzatori non hanno goduto o non godono di altre agevolazioni a valere su normative regionali, nazionali o comunitarie per lo stesso programma di investimento o per parti di esso e non hanno presentato e non intendono presentare altre domande di agevolazione a valere sulla medesima procedura;
k)  che le notizie relative al soggetto proponente, agli altri soggetti realizzatori ed al programma di investimento sono riportate nel progetto di massima e nella relativa documentazione a corredo;
l)  che tutte le notizie fornite e i dati indicati nella presente istanza di accesso e negli allegati corrispondono al vero;
m) che il soggetto proponente è regolarmente costituito ed iscritto nel Registro delle Imprese;
n)  che il soggetto proponente risponde ai requisiti previsti dall’articolo 48 del Reg. Regionale 26 giugno 2008, n. 9;
o)  che il soggetto proponente è nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non è in stato liquidazione volontaria e non è sottoposto a procedure concorsuali;
p)  che il soggetto proponente si trova in regime di contabilità ordinaria;
q)  che il soggetto proponente non rientra tra coloro che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione Europea;
r)  che il soggetto proponente opera nel rispetto delle vigenti norme edilizie ed urbanistiche, del lavoro, sulla prevenzione degli infortuni e sulla salvaguardia dell'ambiente, con particolare riferimento agli obblighi contributivi;
s)  che il soggetto proponente non è stato destinatario, nei sei anni precedenti la data di presentazione della domanda di agevolazione, di provvedimenti di revoca di agevolazioni pubbliche ad eccezione di quelli derivanti da rinunce da parte dell’ impresa;
t)  che il soggetto proponente non deve restituire agevolazioni erogate per le quali è stata disposta dall’Organismo competente la restituzione;
u)  che il soggetto proponente non si trova in condizioni tali da risultare un’impresa in difficoltà così come definita dagli Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà;
v)  che il soggetto proponente non ha goduto o non gode di altre agevolazioni a valere su normative regionali, nazionali o comunitarie per lo stesso programma di investimento o per parti di esso e non ha presentato e non intende presentare altre domande di agevolazione a valere sulla medesima procedura;
w)  che le notizie relative al soggetto proponente ed al programma di investimento sono riportate nel progetto di massima e nella relativa documentazione a corredo;
x)  che tutte le notizie fornite e i dati indicati nella presente istanza di accesso e negli allegati corrispondono al vero.

martedì 3 aprile 2012

C’È CHI DICE NO!

dal Corriere del Mezzogiorno del 04/04/2012

Visto che la politica (quella con la "p" minuscola) tarantina non è in grado di far rispettare il "Diritto alla mobilità" del popolo tarantino, sancito dalla Costituzione, ecco, ancora una volta il ricorso alla Magistratura che dovrà fare luce su una delle tante pagine oscure della storia di Taranto.
La Digos coordinata dal  vicequestore aggiunto Maurizio Scialpi su disposizione del sostituto procuratore Maurizio Carbone, ha sequestrato una certa quantità di documenti.
La denuncia era partita il 02/01/2012 dall'avv. Luigi Albisinni (candidato a sindaco col movimento "Taranto c'è").
È la prima promessa mantenuta del corposo programma elettorale; è stato uno dei motivi che ci ha spinto a candidarci per il movimento Taranto c’è.

Articolo:

TARANTO — Oltre cento milioni di euro destinati all'aeroporto di Grottaglie potrebbero essere stati utilizzati diversamente da Aeroporti di Puglia. È questa la complicata vicenda sulla quale la procura della Repubblica di Taranto sta cercando di fare chiarezza.
Sotto la lente d'ingrandimento sono finiti i fondi europei che la società che gestisce gli scali pugliesi avrebbe dovuto utilizzare per lo sviluppo dell'aeroporto «Arlotta» nella città delle ceramiche.
Su disposizione del sostituto procuratore Maurizio Carbone, infatti, nei giorni scorsi gli agenti della Digos di Taranto, agli ordini vicequestore aggiunto Maurizio Scialpi, hanno raggiunto gli uffici baresi della società guidata da Domenico Di Paola, e acquisito documenti in merito alla vicenda. In particolare l'indagine, che al momento non ha ipotesi di reato e nessun iscritto nel registro degli indagati punta a capire quale sia stato il reale utilizzo dei 98 milioni di euro stanziati per l'adeguamento delle infrastrutture di volo, come sono stati spesi gli oltre 8 milioni di curo destinati originariamente per la riqualificazione dello scalo e infine quali spese Aeroporti di Puglia ha sostenuto con i cosiddetti «Aiuti di Stato 55/2007»; 5 milioni di euro stanziati per la promozione dei voli che lo scalo grottagliese avrebbe dovuto ospitare. Fondi che nell'infrastruttura tarantina, insomma non sarebbero mai arrivati.
La vicenda è partita da un esposto presentato, durante i primi giorni del 2012 dall'avvocato tarantino Antonio Raffo per conto del Movimento «Taranto c'è».
«Lo sviluppo economico del nostro territorio - si legge nel documento presentato dal movimento fondato da Luigi Albisinni - passi prima di tutto attraverso il potenziamento delle infrastrutture e, tra queste, l'aeroporto di Grottaglie rappresenta probabilmente quella più strategicamente rilevante e con le maggiori potenzialità con 3.250 metri di pista (la terza più lunga in Italia dopo Malpensa e Fiumicino) e una collocazione a pochi chilometri dal capoluogo. Nel 2003 fu sottoscritta una convenzione che attribuiva la gestione della struttura all'altera Seap, oggi Aeroporti di Puglia, società detenuta per oltre il 99% dalla Regione Puglia. La convenzione, inizialmente di durata triennale» fu prorogata per ben 40 anni, in spregio alle norme vigenti in materia, tanto da indurre l'autorità garante per la sicurezza a giudicarla illegittima. Nonostante questo, nulla si è fatto per superare l'ostacolo e si è assistito nel tempo ad una serie di promesse disattese».
Milioni di euro che, insomma, avrebbero potuto far «decollare» l'Adotta di Grottaglie, che invece resta ancora sospeso nel limbo tra destinazione cargo e civile.
dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 04/04/2012