mercoledì 3 aprile 2019

NELL'AEROSPAZIO C'E' TANTO ...SPAZIO


Perchè tanto interesse per l'aerospazio? Forse perchè c'è tanto spazio e tanto spazio per manovre.



I nostri politici sono rimasti letteralmente affascinati da questa nuova attività (ovviamente lontana da casa loro).



Speriamo, prenotino al più presto, un viaggio andata/ritorno: lasciamo a voi decidere!


Ecco un articolo del Fatto Quotidiano, ad opera di 

Sul futuro del Centro di ricerca aerospaziale di Capua pende una spada di Damocle che arriva dal passato: è la relazione di 148 pagine chiesta a Deloitte dall’ex presidente Asi Roberto Battiston per far luce sulla gestione del Cira dal 2011 al 2016, anni in cui alla guida dell’Agenzia (che controlla il Cira) c’era prevalentemente Enrico Saggese, dimessosi nel 2014 dopo lo scandalo che gli è costato il rinvio a giudizio per corruzione. Chiesta a febbraio 2017, costata 100mila euro e consegnata dopo sette mesi, la due diligence è da sempre considerata un documento super riservato, di cui pochissimi ne conoscono il contenuto. Nei giorni dello scontro a distanza tra il commissario dell’Asi Benvenuti e il suo vice Cinque anche sul report Deloitte, ilfattoquotidiano.it ha potuto studiare nel dettaglio la due diligence. Che scatta una fotografia della gestione opaca del Centro di ricerca, con costi del personale e delle consulenze esterne lievitati negli anni a fronte di un taglio della manutenzione. Un fattore, quest’ultimo, che ha causato danni e mancato utilizzo delle strutture avveniristiche del Cira, con conseguenti ed esorbitanti necessità di spese (si parla negli allegati tenici di 20 milioni) per riportarle in funzione. Si tratta di impianti di proprietà dello Stato, che negli anni ha investito oltre un miliardo di euro per realizzarli.


mercoledì 27 marzo 2019

AEROPORTI DI PUGLIA LE SBAGLIA TUTTE

Tiziano Onesti

È il solito “piano” (inteso come strategia) per fare fuori i soliti intrusi. Parliamo di Foggia e Taranto, quindi, di foggiani e tarantini, che pur avendo un proprio aeroporto; in nome di una assurda, inventata e perdi di più illegale “Rete Aeroportuale” (prima “Sistema Aeroportuale”), devono abdicare in favore di Bari e Brindisi.
Siamo in pieno medioevo con Vassalli e servi della gleba:
dobbiamo contribuire col nostro denaro al contratto con i vettori low cost e poi aggiungere ancora del nostro, per raggiungere i 2 aeroporti (in media 100 € a viaggio).
Nel piano presentato oggi, vengono snocciolati numeri che stanno in piedi, senza che AdP abbia particolari meriti. È una contingenza ormai durevole, che continuerà a stabilizzarsi per una serie di motivi che non è difficile elencare:
  • le bellezze della nostra Puglia, ormai riconosciute a livello mondiale;
  • le difficoltà di altre località nel mondo, altrettanto belle, ma con problemi di sicurezza;
  • i voli a basso costo.

Questo si realizza in ogni posto, dove c’è qualcuno che paga e dei vettori (che con costi bassi), portano gente; basta vedere realtà come Bergamo, Alghero ecc…
Quindi, inutile sbandierare vittorie con numeri in continua crescita; è un contesto ineluttabile. E poi, AdP ha sempre sbagliato le previsioni. Basta ricordare le dichiarazioni di Di Paola e Minervini che affermavano allora, nel 2010, che certi numeri, loro li prevedevano per il 2020.
La situazione è questa che presenta AdP, avallata da Emiliano Capone e tutta la regione Puglia, come se ne esce:
cercando da persone onesti (questa volta di fatto), vettori che vogliono volare da Foggia e da Taranto, stando attenti ai bastoni tra le eliche che AdP non farà mai mancare.