mercoledì 20 luglio 2016

LE FALSE PROMESSE DELLA REGIONE PUGLIA


Come diceva Bartali: "...è tutto da rifare". Taranto va male e la sua economia pure. Il Rapporto della CCIAA è impietoso. Le risposte, promesse, dalla nuova Giunta regionale di Emiliano, non ci sono. Il "patto per Taranto" dei nostri consiglieri regionali, si sciolto al sole primaverile.
Siamo abbandonati a noi stessi e, se anche tentiamo una via d'uscita, veniamo subito bloccati. Perchè il nostro destino (nebuloso) viene deciso da altri; c'è chi decide per noi.
Di seguito, l'analisi del presidente Luigi Sportelli.
Certo, Taranto cresce meno di altri contesti e ciò dipende soprattutto dal fatto che la struttura produttiva è caratterizzata dalla presenza di grande industria che continua ad essere in crisi e condiziona negativamente la creazione di ricchezza complessiva. Anche il turismo, che dovrebbe essere un altro fattore forte di impulso per l’economia, continua in provincia a non esprimere il suo pieno potenziale e, quindi, il contributo alla creazione di ricchezza è modesto. Né c’è da stupirsene, considerata, fra l’altro, la condizione di inaccessibilità della nostra area, con un aeroporto incomprensibilmente e colpevolmente chiuso ai voli commerciali e i treni ridotti al minimo sindacale.  Arriverà il turismo crocieristico? Bene, purché intanto si costruiscano il prodotto e l’accoglienza, altrimenti resteremo transhipment anche per questo segmento.
Un modello di sviluppo che non funziona più, sottolineavo, e azioni che hanno risultati parziali perché continuiamo a voler fare cose nuove con strumenti vecchi.

AEROPORTO: UN POTENTE MOTORE DI SVILUPPO
Un recente studio di Cassa Depositi e Prestiti evidenzia come la presenza su un territorio di scali aeroportuali adeguatamente dimensionati e interconnessi sia in grado di produrre un beneficio significativo in termini di occupazione, valore aggiunto e PIL. Oltre all’impatto economico diretto, indiretto e indotto, CDP rileva una quarta tipologia, il cosiddetto impatto catalitico, riferito al più ampio ventaglio di benefici economici connessi alla presenza su un territorio di scali aeroportuali efficienti. Con specifico riferimento al turismo, oltre all'intuitiva importanza del trasporto aereo, ancora da studiarne è la rilevanza sistemica, ma sembra che sia proprio la presenza di uno scalo aeroportuale a favorire lo sviluppo, come l’Ente camerale afferma sin dall’istituzione del Tavolo per la mobilità della provincia di Taranto nel 2012. A sostegno di questa tesi, è utile riportare i risultati di una analisi di profilazione dell‘utenza di Aeroporti di Puglia (1.682 passeggeri presso gli scali pugliesi in Alta ed in Bassa Stagione) condotta nel 2014 dall'Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” - Dipartimento di Studi Aziendale e Giusprivatistici. Secondo lo studio dell’Ateneo barese: “Ipotizzando prudenzialmente che la spesa dei passeggeri negli 8 mesi (2013) rimanenti sia comparabile a quella stimata per la bassa stagione, il reddito complessivamente generato per questi mesi è stimabile in 146.629.352 euro, per un totale sui 12 mesi pari a 312.238.383 euro. Il rapporto tra l’investimento nel piano strategico per il 2013, di importo pari a 9.981.198,78 euro (IVA esclusa), e la spesa indiretta diffusa sull'intero territorio regionale è pari a 3,2%. Ogni euro speso genera, su base annua, circa 31 euro di spesa sul territorio”.  
Perché, dunque, sull’area tarantina – e a beneficio dell’intera economia regionale – non si possono replicare, con riferimento all’Aeroporto di Taranto, gli stessi benefici effetti?

martedì 5 luglio 2016

FINE DELL'AMMINISTRATORE UNICO, MA NON DEL MONOPOLIO


Bilancio 2015 di Aeroporti di Puglia; diciamo che in gran parte non è cambiato nulla, infatti, la società di revisione è sempre Ria Grant Thornton, sempre associata alla Ria & Partners di Giovanni Palasciano che è sempre il vecchio revisore dei conti (ancora parente di Di Paola?).



C'è di nuovo che Aeroporti di Puglia dopo aver tentato per tanto tempo di far passare il “sistema aeroportuale”, ha optato, con un escamotage, chiedendo che la sua gestione fosse riconosciuta come “rete aeroportuale”. Inutile dire che l'Enac ha immediatamente approvato. 


La rete aeroportuale viene riconosciuta in Europa, però c'è una frase della quale bisogna tenerne conto, che dice: “…la rete aeroportuale serve per la crescita integrata degli aeroporti con possibili specializzazioni”. Quindi: POSSIBILI, non OBBLIGATORIE.
Tutto questo per arrivare all'ambito “contratto unico di programma”. Un grosso obiettivo, che Aeroporti di Puglia inseguiva da anni.  
C'è da segnalare, che il tanto conclamato cargo, va male: Taranto fa meno 8,24% e allora, a questo punto viene fuori dal cilindro, la famosa frase del: cargo collegato al porto di Taranto, quindi, quando il porto di Taranto andrà a regime allora a quel punto ne beneficerà anche il cargo a Grottaglie.


Solita spartizione dei diritti aeroportuali fra Bari e Brindisi.


Questi tutti gli introiti.


Per Foggia c'è il solito allungamento della pista. 
Per Taranto, ancora tanti droni e insediamenti industriali. Ritorna addirittura la manutenzione aero veicoli (su questo bisogna tenere gli occhi aperti).
C'è ovviamente, l'ampliamento dell’aereostazione di Bari, che diventerà sempre più grande come aeroporto (ma questo ci sembra logico).
Da segnalare ancora, la fine dell'era dell'amministratore unico, adesso si va per un comitato di direzione.

Allegria!