giovedì 5 ottobre 2017

SI GUARDA ALLA PAGLIUZZA MA NON ALLA TRAVE


Gesù di Nazareth: “…Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio prima di togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello".

In tanti invece, fanno esattamente il contrario, con l’aggravante di un “conflitto d’interessi” più grande di una trave.
Non è la prima volta che ci occupiamo del direttore di “Brindisi report”. Ne avevamo già parlato nel luglio del 2016 “molto rumore per nulla”. Non appena si paventa qualche movimento per Aeroporto Taranto, ecco che da Brindisi parte la controaerea. Era già successo con il sindaco Consales, con esponenti di ForzaItalia ecc.
In questi giorni alcune associazioni che si sono appropriate della denominazione “Pro-aeroporto” (ma non fa nulla, purchè non la si sfrutti per fini politici), hanno manifestato a Bari. L’assessore Mazzarano ha predisposto degli incontri (tutto già ampiamente visto e vissuto). Tutto ciò è bastato per mettere in allarme i brindisini.
Ma torniamo al direttore di “brindisi report” che, casualmente, ha collaborato con il Distretto Aerospaziale di Brindisi il cui direttore era un certo Giuseppe Acierno già amministratore unico di Aeroporti di Puglia.
Vediamo cosa scrive il direttore (i numeri in rosso forniscono dei chiarimenti):


BRINDISI – Sulle prospettive dell’Aeroporto del Salento non si può dormire sugli allori. Lo avevamo scritto pochi giorni fa a proposito sulle questioni dello sviluppo di Brindisi e del suo territorio. Non conosciamo i progetti complessivi della nuova gestione di Aeroporti di Puglia, e appare sconcertante che la stessa AdP nuova versione non sia ancora intervenuta sulla annosa querelle scatenata a Taranto da uno schieramento trasversale ce va dal centrodestra, al segretario regionale della Uil, a Sinistra Italiana (il consigliere regionale Mino Borraccino), come sconcertante è la linea della Regione Puglia.
Oggi l’assessore regionale allo Sviluppo, Michele Mazzarano, annuncia l’istituzione di un tavolo tecnico per esaminare le possibilità di avvio di collegamenti passeggeri e charter dall’Aeroporto di Grottaglie, mentre le parti (quelle che reclamano ciò) saranno audite dalla competente commissione del consiglio regionale. Il tutto nel silenzio generale della pattuglia di consiglieri regionali delle province di Brindisi e Lecce. In tutto questo, a nostro avviso, non c’è uno straccio di raziocinio e di attenzione alle esigenze di una programmazione regionale del trasporto e della logistica.
La Puglia vuole fare la Lombardia del Sud, con tre aeroporti ? Bari, Brindisi e Taranto come Milano Linate, Milano Malpensa e Oria al Serio? E quale grande bacino passeggeri dovrebbe convincere le compagnie del trasporto aereo a inaugurare collegamenti tra Taranto e Milano, Taranto e Roma, e chissà quali altri, dopo decenni in cui Grottaglie pure essendo uno scalo aperto al traffico civile non è mai stata opzionata né da Alitalia, né da Ryanair, né da altri. 1
Francamente, crediamo che Aeroporti di Puglia debba preoccuparsi di tenere stabili fatturato e trend di crescita dei suoi due scali di Bari e Brindisi, 2 più che sufficienti  a coprire le esigenze di collegamento della regione, della sua industria turistica, dei suoi cittadini, delle sue aziende, soprattutto al cospetto della crisi Alitalia e delle vicissitudini della low-cost irlandese. A meno che qualcuno non sia convinto che si possa ripetere il colpaccio effettuato per il riassetto del sistema portuale, quando i poteri forti di Bari e Taranto 3 – con la benedizione di Michele Emiliano - sono riusciti a imporre due authority invece di quella unica prevista dalla bozza di riforma Delrio.
Questa operazione puzza di elettoralismo lontano centinaia di miglia, e rischia di distruggere, se già non lo ha fatto, tutto ciò che di buono è stato fatto dalle precedenti giunte regionali  per risanare Aeroporti di Puglia 4 : rilanciare il trasporto aereo dopo la crisi globale, assegnare un ruolo a ciascuno scalo (Bari e Brindisi passeggeri, Taranto logistica delle merci). Sarebbe interessante conoscere i nuovi piani di AdP e quelli della Regione-giunta Emiliano  per la sua parziale privatizzazione. Nonché lo stato dell’arte per il progetto Grottaglie.
Ma ecco cosa dice oggi l’assessore Michele Mazzarano: “Realizzare un polo logistico integrato in cui la vocazione industriale dell’aeroporto di Taranto-Grottaglie si integri con l’operatività di carattere commerciale attraverso una rete di voli civili e attraverso collegamenti charter; costituire un Tavolo tecnico permanente, con sede a Grottaglie, per individuare tutte le possibili azioni da mettere in campo per il rilancio dell'aeroporto Arlotta quale importante scalo commerciale, industriale e civile”, fa sapere un comunicato dell’assessorato.
“Sono queste le principali proposte messe in campo dalla Regione Puglia per l'aeroporto Arlotta inserite in una delibera di indirizzo alla quale stanno lavorando gli assessorati ai Trasporti allo Sviluppo Economico. I contenuti di questo atto sono stati oggetto del confronto che l'Assessore regionale allo Sviluppo Economico, Michele Mazzarano, ha tenuto con i comitati e le associazioni del territorio, insieme con alcuni rappresentanti istituzionali, sindacali e di categoria”.
“C’è la ferma volontà del presidente Emiliano e di questa Amministrazione regionale di coniugare la principale missione dell'aeroporto di Grottaglie con la crescita nella direzione dei voli di linea - ha dichiarato l'assessore Mazzarano - e questo sforzo sarà presto codificato in una delibera di Giunta regionale". Durante l'incontro sono state avanzate alcune proposte dai comitati e dalle associazioni presenti, che l'assessore ha inteso recepire.
“Voglio ringraziare tutti i partecipanti all'incontro, dalle associazioni ai comitati, ai rappresentanti degli enti locali - ha aggiunto Mazzarano - per l'importante contributo al dibattito odierno, contributo che ci ha consentito di fare un importante passo in avanti verso l'obiettivo che tutti auspichiamo”.
“È al vaglio della giunta regionale la proposta di costituzione di un Tavolo tecnico che affiancherà la società Aeroporti di Puglia. Il Tavolo, costituito da rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali preposte e da rappresentanti delle associazioni, avrà il compito di indicare idee e soluzioni per la valorizzazione dello scalo e delle sue molteplici vocazioni”. 5
Sappiamo che Alitalia ha recentemente tagliato alcuni voli da e per Brindisi. Non sappiamo cosa deciderà la compagnia di Dublino alla fine del polverone di queste settimane (ma lo scalo più penalizzato in Puglia è sempre l’Aeroporto del Salento). Come si può pensare di chiedere alle compagnie, che hanno libero arbitrio nella scelta degli scali,6 di spostarsi all’Arlotta. Si vuole per caso trasferire a Grottaglie qualche collegamento già attivo da anni a Brindisi (i baresi non si faranno toccare i loro voli)?
Ma non ci sono consiglieri regionali a Brindisi e Lecce stufi di questa situazione, e in grado di chiedere e ottenere che tutto ritorni su un binario di ragionevolezza e reale programmazione? E i parlamentari nazionali cosa hanno da dire? Toglietemi tutto, tranne il mio pacchetto di voti?

non è vero! Diverse compagnie hanno chiesto Taranto ma sono state dirottate a Bari e Brindisi;
2 questa è la vera ragione! Fare fatturato a Bari e Brindisi;
i poteri forti a Taranto! Questa ci è nuova;
ecco, vorremmo sapere cosa è stato fatto, se non sperperare soldi e sottrarli soprattutto a Taranto;
questo è un best-seller “Le vocazioni di Taranto”;
abbiamo visto come intende il “libero arbitrio” AdP.


giovedì 28 settembre 2017

RYANAIR - TUTTI GIÙ PER TERRA


La cancellazione dei voli di Ryanair, sarebbe un duro colpo alla mobilità dei pugliesi. Più del 50% del traffico aereo viene operato da Ryanair. Lo scellerato accordo di Nichi Vendola (non lo diciamo solo ora), ha legato per anni mani e piedi la regione Puglia. 
C'è da dire che i benefici sono stati tanti ma, istituire quasi un monopolio, comporta certi rischi. Ora non sarà tanto facile trovare un sostituto della compagnia irlandese.
Emiliano si è subito affrettato a sottovalutare il problema, dicendo, sottintesi "morto un Papa se ne fa un altro".
Ecco, se la defiance di Ryanair diventasse un motivo di maggior partecipazione e concorrenza, non sarebbe proprio un male. Speriamo!
Ecco l'articolo del Corriere della Sera di Michelangelo BORRILLO (non è la prima volta che scrive di queste cose):

Ryanair, così fa il pieno di soldi pubblici: dalla Puglia in 10 anni circa 170 milioni di euro

Al contributo della Regione di circa 12,5 milioni all'anno (motivati come campagna di comunicazione per lo sviluppo del turismo) si aggiunge quello di Aeroporti di Puglia (controllata dalla Regione) sotto forma di sconto sull’handling (5 milioni annui)

C’è sempre stato un alone di mistero sugli incentivi pubblici che da 15 anni hanno permesso a Ryanair di fare il pieno di passeggeri in Italia. Nel caso di Bergamo, l’hub principe della compagnia low cost irlandese, non è mai trapelato nulla. L’unico contratto che nel corso degli anni è emerso alla luce del sole è stato quello relativo agli scali di Bari e Brindisi. Che in Puglia non ha mancato di suscitare polemiche fin dall’inizio, a fine 2009, quando per la Regione allora guidata da Nichi Vendola fu possibile avviare, con provvedimento d’urgenza, una trattativa privata con la compagnia low cost irlandese perché era da poco fallita la Myair.
Il contratto senza gara
Per il primo anno di contratto la Regione Puglia valutò l’ipotesi di utilizzare fondi europei. Ma l’ipotesi venne scartata perché si sarebbe incorsi nel rischio degli aiuti di Stato. Per attirare Ryanair sono stati, quindi, fin da subito utilizzate risorse pubbliche dei cittadini pugliesi: 2 milioni per gli ultimi 3 mesi del 2009, 8 per il 2010, 10 per il 2011, 12 per il 2012 e altrettanti per il 2013 e il 2014. Al termine del primo ciclo quinquennale, nel 2014, il contratto è stato prorogato per altri 5 anni (anche in questo caso senza gara): 12,5 milioni all’anno — ma il contributo è variabile — per 5 anni. Ai quali occorre aggiungere altri 5-6 milioni all’anno da parte di Aeroporti di Puglia (controllata al 99% dalla Regione) sotto forma di mancati introiti: per volare da e per la Puglia, Ryanair richiede infatti tariffe di handling inferiori al costo sopportato da Adp. E la differenza, a sfavore di Aeroporti di Puglia, è quantificabile in circa 5-6 milioni all’anno, come ripetutamente sottolineato nelle assemblee di bilancio dell’ultimo decennio dai vertici della società che gestisce gli aeroporti pugliesi e messo nero su bianco sui bilanci, sottolineando — tra le criticità — la «redditività non adeguata del settore handling, in considerazione della perifericità degli aeroporti pugliesi e della debolezza contrattuale nei confronti dei vettori, che non consente di spuntare livelli tariffari adeguati». Nelle casse di Ryanair, ogni anno, arrivano quindi dalla Puglia come contributi o sotto forma di sconti, circa 17,5 milioni. Che moltiplicati per 10 anni fanno più di 170 milioni di euro.
La campagna di comunicazione
L’aspetto più singolare del contratto di Ryanair con la Regione Puglia è che si tratta di un accordo che prevede come oggetto non il trasporto di passeggeri (ci sarebbero problemi con le leggi sulla concorrenza) ma una campagna di comunicazione per lo sviluppo del turismo incoming. Sempre dai bilanci di Adp emerge che nel rapporto con Ryanair si è scelto «di privilegiare il web come canale di comunicazione rispetto ad altri media»; ma analizzando il sito di Ryanair la pubblicità sulle bellezze della Puglia — come ha evidenziato più volte dalla Uil Puglia che negli anni ha intrapreso una campagna per rendere pubblici i finanziamenti di Ryanair — in realtà compare, e non sempre, solo in un link all’interno del sito e non sulla homepage». Pubblicità visibile o meno, l’escamotage dal punto di vista di incremento di utenti ha funzionato: dall’inizio degli anni 2000 a oggi il traffico dei due scali pugliesi è passata da 2 a 6,6 milioni di passeggeri. La metà dei quali sono di voli Ryanair. E più sono, più la Puglia paga. Le somme che la Regione versa alla compagnia sono infatti correlate al numero di passeggeri che volano con Ryanair: il contributo è relativo a ciascun passeggero ed è in media circa 5 euro pro capite.
Gli effetti della «bufera»
Per questo, quando a metà settembre è scoppiata la «bufera» sui voli Ryanair, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha rimarcato la natura del contratto: «Il nostro accordo pubblicitario è ovviamente anche legato al numero dei voli che sono quelli sui quali la pubblicità poi viene rimandata. Quindi meno voli meno soldi. La misura ha già dentro di sé un automatismo così come definita dalla precedente amministrazione regionale». Una piccola presa di distanza, ravvisabile anche nella nota diffusa in quei giorni da Aeroporti di Puglia: «La situazione (i voli cancellati in quei giorni, ndr) non è in alcun modo legata a aspetti riconducibili ai rapporti commerciali tra la società e il vettore, è conseguente a un’autonoma decisione della compagnia che riguarda tutto il network globale della compagnia irlandese nella sua autonomia gestionale. Nella circostanza Aeroporti di Puglia intende altresì ribadire che le pur comprensibili preoccupazioni per tale situazione non possano far dimenticare che sui nostri aeroporti volano attualmente altre diciannove compagnie differenti per tipologia, prodotto e destinazioni raggiunte - circa settanta tra Bari e Brindisi - che, al pari del vettore irlandese, operano collegamenti di linea funzionali allo sviluppo del traffico e al miglioramento dell’accessibilità aerea, contribuendo in maniera significativa a generare nuovi flussi verso la Puglia». Come dire che, dopo aver rastrellato in Puglia quasi 170 milioni in 10 anni, adesso Ryanair è libera di volare via.