mercoledì 28 agosto 2019

C’È SPAZIO

differenze tra spazioporti
Si fa presto a dire "Spazioporto". Ma ci sono spazioporti e spazioporti; quelli situati in pieno deserto, con il primo grosso centro abitato (El Paso) a 170 km., e quelli, nel pieno di centri abitati.

Le differenze sono del tutto evidenti e, solo un cieco o chi vuole ciurlare nel manico, può dire il contrario.
Anzi, attaccato ad Aeroporto Taranto, c'è lo stabilimento Leonardo con centinaia di lavoratori. Le norme relative agli "spazioporto" per possibili voli orbitali (una attività molto popolare, che porterebbe benefici enormi per la popolazione), sono molto stringenti e le assicurazioni per probabili incidenti non esistono o sono molto costose.
Non è questo il futuro che vuole il territorio e, non è questo che deve fare un aeroporto dello stato.

lunedì 15 luglio 2019

I MILIONI SPARITI DA TARANTO E ...SPOSTATI SU BARI, BRINDISI E FOGGIA

Novembre 2005, Bari non era questo grande aeroporto, Brindisi ancora meno (diventerà aeroporto civile nel 2010), Foggia era più o meno la stessa di adesso.
SEAP aveva ottenuto la gestione quarantennale nel 2002 (governo Berlusconi). Non si muovevano gli aerei ma i soldi si.
Nichi VENDOLA e Mario LOIZZO, sotto la regia di Domenico DI PAOLA, cominciano a far fruttare il "Sistema Aeroportuale" (soldi per 4 aeroporti, che poi vengono dirottati dove decidono loro). E così, nella rimodulazione, Aeroporto di Taranto perde diversi milioni, quasi tutti dirottati a Bari e Brindisi. Foggia ...beneficia di 10 milioni, che poi diventeranno 14, da utilizzare per l'allungamento di 200 metri di pista che, a tutt'oggi ancora non è stata realizzata.
A Taranto restano (sulla carta) 130 milioni per la realizzazione di una piastra logistica. Inutile dire che nulla è stato realizzato e, dei 130 milioni  sono sparite le tracce.
Questi interventi e soldi dirottati da Taranto, sono stati oggetto di un esposto del compianto avv. Luigi ALBISINNI.
Per la Magistratura di Taranto (aeroporto delle nebbie) era tutto ok: nessuna indagine.

Oggi, ogni tanto, per spot elettorale, si sente riparlare di ammodernamento di aerostazione passeggeri e viabilità esterna. Sono i famosi 12 milioni che non trovano pace da tempo immemore.

Come non si ha traccia degli interventi decisi nel 2010 per il "CARGO". Speriamo che gli amministratori e politici, provino almeno vergogna.

  

mercoledì 29 maggio 2019

CI TOCCA SPERARE NELLA VOGLIA DI FAR SOLDI DI RYANAIR

Michele Emiliano e David O’Brien
Meraviglie delle meraviglie, con le dichiarazioni del governatore, si è deciso a rispettare la LEGGE (Concessione ENAC 2003), la quale prevede tra l'altro:
art. 2 comma 5:

a. "promuovere il miglioramento ed il potenziamento di tutti gli aeroporti pugliesi, promuovendo ed incrementando i collegamenti aerei per ciascun aeroporto in concessione";
art. 4:
a. "gestire ciascun aeroporto adottando ogni opportuna iniziativa in favore delle comunità territoriali vicine", assicurando, dunque, pari opportunità a tutti i cittadini e le imprese pugliesi, tutelando l'interesse di tutto il territorio regionale e favorendo lo sviluppo equo di tutti gli scali in concessione, (incluso quello di Taranto);
b. "erogare con continuità e regolarità, nel rispetto del principio di imparzialità e secondo le regole di non discriminazione dell'utenza, i servizi di propria competenza";

in caso di non rispetto delle regole
art. 14:
a. dispone la revoca e la decadenza della concessione "non solo nei casi di inadempienza degli obblighi attribuiti alla concessionaria ma anche nel caso di grave e immotivato ritardo nell'attuazione del programma di intervento e del piano degli investimenti per ciascun aeroporto in concessione";

La Concessione è chiara e, un magistrato dovrebbe sapere interpretarla a dovere; Aeroporti di Puglia ha quindi l'obbligo di promozione (e non discriminazione) continuo.

 Invito a Ryanair e ad altri vettori, ad occuparsi anche di Foggia e Taranto.

L'invito a Ryanair è la prima volta che viene fatto in maniera ufficiale. Ricordiamo le dichiarazioni di Alborante (Sales & Marketing Manager Ryanair per l’Italia) che affermò: «Strano che interloquendo con Aeroporti di Puglia non se ne sia mai parlato. Anche perché noi pur di sviluppare il traffico cerchiamo anche vecchi scali militari dismessi da ammodernare».
John ALBORANTE
Ecco, bisogna sperare nella volontà di Ryanair di ...sviluppare traffico.
Cosa che cercò di fare anche il presidente Gianni FLORIDO, con un invito ufficiale a Ryanair, la quale, sentita AdP, declinò immediatamente.


La domanda, allora, sorge spontanea: dobbiamo fidarci dell'ennesima promessa del governatore? 
AdP la smetterà con le continue ostruzioni? 
Si lascerà decidere il mercato, o bisognerà ascoltare ancora il ...pianto di Brindisi che chiede mutualità e cooperazione a senso unico?

domenica 19 maggio 2019

RYANAIR CAMBIA ANCORA LE REGOLE BAGAGLIO A MANO


Ryanair, allo scopo di evitare la multa inflitta da AGCOM (al momento bloccata dal ricorso al TAR), cambia ancora la politica "bagaglio a mano", che tanta confusione e disagio ha provocato ai suoi viaggiatori.

All'atto dell'acquisto del biglietto, bisognerà ricordarsi di aggiungere la "priorità" (6€ per borsa e bagaglio da 10 kg da portare in stiva. Per altre opzioni, invitiamo a leggere il nuovo regolamento Ryanair.

Vedremo cosa dirà AGCOM che, pur rimanendo ferma nelle sue conclusioni, non ha previsto un reale rimborso per i bistrattati passeggeri.

Vorremmo capire, che fine fanno, le multe milionarie che AGCOM infligge ai vari operatori? cosa arriva nelle tasche dei reali danneggiati?

Vi invitiamo a segnalare eventuali abusi. 

giovedì 16 maggio 2019

VOLO PROVENIENTE DA PRAGA









NUOVO ARRIVO DA BRATISLAVA


Dear passenger,
Current information about your flight: QS4302.
Destination: Taranto-grottaglie Airport
Terminal: T2
Check-in: 230,231,232,233,234,235,236,237,238,239,240,241,242,243,244,245,246,247,248,249
Gate: D2
Remark: Gate open
Sincerely
Vaclav Havel Airport Prague

sabato 13 aprile 2019

ORA ANCHE CYBER SECURITY NON SANNO PIÙ COSA INVENTARSI



Pur di non adoperarlo come aeroporto (così come da Convenzione), s'inventano di tutto pur di non far decollare Aeroporto di Taranto.
Come può succedere tutto ciò? semplice, quando tutti sono d'accordo: controllore e controllato.
E allora, è possibile che si faccia di tutto e di più. Come ad esempio: dare cittadinanza ad aziende che non dovrebbero per nessun motivo avere residenza nel sedime aeroportuale.

Stando a quello che scrive Domenico Palmiotti su il Sole 24 ore, AdP, DTA, ENAC, ENAV, sono tutti concordi.

dal Sole 24 ore del 11/04/2019
 Si rafforza il polo aerospaziale di Grottaglie (Taranto). Le ultime novità, che vedono la partecipazione del Distretto tecnologico aerospaziale (Dta), riguardano un progetto per testare la cyber security dei droni ed un altro per la realizzazione di un centro per lo sviluppo delle tecnologie nel pilotaggio da remoto. Il primo vede l'impegno dell'Esa, l'Agenzia spaziale europea, attraverso un finanziamento di 2 milioni. Il secondo, invece, coinvolge l'azienda Ingegneria dei sistemi (Ids), con uno stanziamento della Regione Puglia di 4 milioni a valere del programma operativo Fesr 2014-2020.

Per la cyber security, il progetto si chiama “Cruise” e con esso l'aeroporto diventa banco di prova europeo. È in realizzazione, infatti, il progetto finanziato dall'Esa e gestito da Distretto tecnologico aerospaziale (Dta), Planetek (impresa pugliese nel ruolo di capofila), Leonardo, Aeroporti di Puglia (società della Regione Puglia che gestisce gli scali) Telespazio ed Enav. Obiettivo: utilizzo di sensori per il monitoraggio del territorio e la sperimentazione e dimostrazione con voli reali nello spazio aereo segregato. Previsti collegamenti e collaborazione con il Centro sperimentale di Redu, in Belgio, e il Centro spaziale del Fucino, in Italia. A breve avverrà la presentazione dei primi risultati agli utenti finali: aziende private internazionali, agenzie di sicurezza nazionali e internazionali. 
Progettare, sviluppare e validare un test range (campo di prova) per la valutazione della vulnerabilità e resistenza dei sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (Sapr o droni) rispetto agli attacchi informatici sia in ambienti sintetici (simulatori) che eseguendo voli di prova reali all'interno dello spazio aereo “segregato” - cioè delimitato - collegato all'aeroporto di Grottaglie. Questo, nello specifico, l'obiettivo del progetto di ricerca Cruise (Cyber security in Uas missions by SatellitE link) finanziato con 2 milioni dall'Esa attraverso il programma Artes. L'accordo a monte del progetto è stato sottoscritto, mesi fa, da Dta, Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Belgian Federal Science Policy Office (Belspo). Il CyberSec Test Range integrerà infrastrutture Ict, piattaforme di osservazione della terra, di navigazione (Gnss, Global Navigation Satellite Service) e di comunicazioni satellitari (Satcom). I risultati potranno essere utilizzati per garantire la sicurezza nei trasporti aerei, ferroviari, navali e anche sulle autovetture senza conducente. “Cruise”, inoltre, sfrutterà ed estenderà le capacità dell'infrastruttura di Grottaglie - che ha il riconoscimento di Airport Test Bed - nel campo della sperimentazione e dimostrazione dei droni e delle soluzioni innovative per l'integrazione dei velivoli senza pilota nello spazio aereo non controllato. “Grottaglie Airport Test Bed” è infatti un programma coordinato dal Dta che prevede la messa in opera di un sistema integrato per la simulazione di operazioni e missioni aeree con droni equipaggiati con sensori per il monitoraggio del territorio, ma anche la sperimentazione e la dimostrazione con voli reali nello spazio aereo “segregato”. I test riguarderanno sia le operazioni di volo in “linea di vista” (Vlos) che “oltre la linea di vista radio” (Brlos), analizzando, nel secondo caso, anche le vulnerabilità rispetto ad attacchi eseguiti. Questo, si spiega, sfruttando i servizi di telecomunicazioni e di navigazione satellitari (Satcom, Satnav). In particolare, saranno presi in esame attacchi hardware (accesso ai sistemi di pilotaggio del drone); attacchi wireless (sfruttamento del canale di comando e controllo del drone con la stazione remota di pilotaggio e del canale di comunicazione dei dati raccolti dai sensori); attacchi ai sensori (manipolazione dei dati ricevuti ai sensori di bordo o inviati a terra dai sensori di missione). 
Il nuovo investimento finanziato dalla Regione Puglia avrà invece sede nell'ex caserma dei Vigili del Fuoco. Si chiama “Cesare”, acronimo di Centro sperimentale per aeromobili a pilotaggio remoto. Lo ha presentato l'azienda Ids, Ingegneria dei Sistemi, in collaborazione con la Altea (attiva nel terziario avanzato con sede a Baveno, in Piemonte), la Sinds (Roma) e la Euronet (sede a Grottaglie, attiva nel campo dell'Ict e specializzata in sicurezza informatica e web application). La Ids, di base a Pisa, opera da poco meno di due anni a Grottaglie dove ha insediato un Centro di formazione per preparare i tecnici al pilotaggio remoto. L'investimento è di oltre 7 milioni di euro complessivi e consisterà nella realizzazione di uno stabilimento in grado di utilizzare nuove tecnologie e materiali avanzati sia per la produzione di velivoli a pilotaggio remoto, che per lo sviluppo di sistemi avanzati per la loro gestione. Il progetto prevede a regime 25 nuovi occupati. 
A fine febbraio il sito di Grottaglie è stato visitato dall'ambasciatore di Israele in Italia, Ofer Sachs, interessato sia alle potenzialità di sviluppo del polo aerospaziale che ai rapporti di collaborazione (già in atto) tra il Politecnico di Bari e il Technion di Haifa. Senza trascurare che da oltre dieci anni Grottaglie ospita l'insediamento ex Alenia, ora Leonardo, che costruisce due sezioni della fusoliera in fibra di carbonio del Boeing 787 (insediamento che di fatto ha avviato la riconfigurazione produttiva dell'area) e che il recente piano strategico di Aeroporti di Puglia ha ribadito la vocazione industriale dello scalo.

mercoledì 3 aprile 2019

NELL'AEROSPAZIO C'E' TANTO ...SPAZIO


Perchè tanto interesse per l'aerospazio? Forse perchè c'è tanto spazio e tanto spazio per manovre.



I nostri politici sono rimasti letteralmente affascinati da questa nuova attività (ovviamente lontana da casa loro).



Speriamo, prenotino al più presto, un viaggio andata/ritorno: lasciamo a voi decidere!


Ecco un articolo del Fatto Quotidiano, ad opera di 

Sul futuro del Centro di ricerca aerospaziale di Capua pende una spada di Damocle che arriva dal passato: è la relazione di 148 pagine chiesta a Deloitte dall’ex presidente Asi Roberto Battiston per far luce sulla gestione del Cira dal 2011 al 2016, anni in cui alla guida dell’Agenzia (che controlla il Cira) c’era prevalentemente Enrico Saggese, dimessosi nel 2014 dopo lo scandalo che gli è costato il rinvio a giudizio per corruzione. Chiesta a febbraio 2017, costata 100mila euro e consegnata dopo sette mesi, la due diligence è da sempre considerata un documento super riservato, di cui pochissimi ne conoscono il contenuto. Nei giorni dello scontro a distanza tra il commissario dell’Asi Benvenuti e il suo vice Cinque anche sul report Deloitteilfattoquotidiano.it ha potuto studiare nel dettaglio la due diligence. Che scatta una fotografia della gestione opaca del Centro di ricerca, con costi del personale e delle consulenze esterne lievitati negli anni a fronte di un taglio della manutenzione. Un fattore, quest’ultimo, che ha causato danni e mancato utilizzo delle strutture avveniristiche del Cira, con conseguenti ed esorbitanti necessità di spese (si parla negli allegati tenici di 20 milioni) per riportarle in funzione. Si tratta di impianti di proprietà dello Stato, che negli anni ha investito oltre un miliardo di euro per realizzarli.


mercoledì 27 marzo 2019

AEROPORTI DI PUGLIA LE SBAGLIA TUTTE

Tiziano Onesti

È il solito “piano” (inteso come strategia) per fare fuori i soliti intrusi. Parliamo di Foggia e Taranto, quindi, di foggiani e tarantini, che pur avendo un proprio aeroporto; in nome di una assurda, inventata e perdi di più illegale “Rete Aeroportuale” (prima “Sistema Aeroportuale”), devono abdicare in favore di Bari e Brindisi.
Siamo in pieno medioevo con Vassalli e servi della gleba:
dobbiamo contribuire col nostro denaro al contratto con i vettori low cost e poi aggiungere ancora del nostro, per raggiungere i 2 aeroporti (in media 100 € a viaggio).
Nel piano presentato oggi, vengono snocciolati numeri che stanno in piedi, senza che AdP abbia particolari meriti. È una contingenza ormai durevole, che continuerà a stabilizzarsi per una serie di motivi che non è difficile elencare:
  • le bellezze della nostra Puglia, ormai riconosciute a livello mondiale;
  • le difficoltà di altre località nel mondo, altrettanto belle, ma con problemi di sicurezza;
  • i voli a basso costo.

Questo si realizza in ogni posto, dove c’è qualcuno che paga e dei vettori (che con costi bassi), portano gente; basta vedere realtà come Bergamo, Alghero ecc…
Quindi, inutile sbandierare vittorie con numeri in continua crescita; è un contesto ineluttabile. E poi, AdP ha sempre sbagliato le previsioni. Basta ricordare le dichiarazioni di Di Paola e Minervini che affermavano allora, nel 2010, che certi numeri, loro li prevedevano per il 2020.
La situazione è questa che presenta AdP, avallata da Emiliano Capone e tutta la regione Puglia, come se ne esce:
cercando da persone onesti (questa volta di fatto), vettori che vogliono volare da Foggia e da Taranto, stando attenti ai bastoni tra le eliche che AdP non farà mai mancare.


giovedì 21 marzo 2019

6 ANNI DOPO COS’È CAMBIATO

21 marzo 2013 TarantOggi

6 anni fa!
Intanto purtroppo, proprio TarantOggi, guidato da Pepi Leuzzi, dal direttore Marcello Di Noi e da tanti altri ottimi giornalisti, non c’è più. Come non ci sono più tante altre testate di Taranto.
  • Nel frattempo è andato via Acierno, ora c'è Onesti (dei quali, inteso come aggettivo, avremmo tanto bisogno);
  • nel CDA c'è Beatrice Lucarella;
  • in CCIA c'è ancora il caro Luigi Sportelli (Tamburrano non è riuscito a soffiargli la poltrona);
  • Emiliano continua con le chiacchiere (ma manda …avanti gli altri);
  • AdP (mannaggia!) non riesce a trovare compagnie per Aeroporto di Taranto;
  • Borraccino continua la campagna elettorale (un colpo ai voli un colpo ad Alenia, giusto per non scontentare nessuno);
  • Gugliotti (mucculone x qualcuno; così risulta dalle intercettazioni), ci riporta al 2010;
  • Melucci spara a salve;
  • degli "onesti" e "trasparenti" non c'è traccia;
  • E poi ci sono quelli che per la VISILITA' darebbero anche il...


lunedì 18 marzo 2019

ASSUNZIONI NON TRASPARENTI IN AEROPORTI DI PUGLIA



Il consigliere comunale di Forza Italia Giuseppe Carrieri, denuncia l'ennesima ...pratica non trasparente da parte di Aeroporti di Puglia.
Leggiamo da Borderline 24
“Ancora una infornata di assunzione in enti pubblici. Dopo i 400 posti annunciati in Arpal, e le prossime assunzioni in Acquedotto, tocca oggi all’Aeroporto. È del 12 marzo l’avviso di un’agenzia interinale napoletana di ricerca di 50 operatori unici aeroportuali (scaricatori di bagagli) per l’aeroporto di Bari e Brindisi, il cui termine finale di presentazione delle candidature è già spirato il 17 marzo. Neppure 5 giorni per conoscere il bando, presentare candidatura, allegare la necessaria documentazione. Siamo evidentemente di fronte a procedure di selezione del personale preconfezionate, che si susseguono a poche settimane da un importante appuntamento elettorale, senza adeguate forme di pubblicità”. La denuncia è del consigliere comunale Giuseppe Carrieri.

Il consigliere di centrodestra chiude alla magistratura “di attenzionare il bando, al fine di verificare il rigoroso rispetto delle prescrizioni assunzionali previste per le società pubbliche dal d.lgs. 175/2016”.
“Nel frattempo – conclude – poiché il Comune di Bari è socio di Aeroporti di Puglia, oggi in consiglio comunale inviterò il sindaco (con una risoluzione urgente) a chiedere ad AdP la riapertura dei termini per la presentazione delle candidature, per consentire la partecipazione ai tantissimi disoccupati baresi che non hanno la fortuna di conoscere queste opportunità di lavoro offerte da società interamente pubbliche. Figli di nessuno che hanno diritto di avere una speranza e che sono stanchi di assistere all’opacità   e alla poca trasparenza dell’operato delle società pubbliche regionali”.

E i disoccupati tarantini?
Ecco a cosa serve un aeroporto.
Chiediamo ai nostri consiglieri regionali di chiedere maggiori chiarimenti.

domenica 17 marzo 2019

SILVIO BERLUSCONI DISCENDE A TARANTO E D'ATTIS NON FIATA

Silvio Berlusconi atterra in Aeroporto di Taranto
Il leader di Forza Italia atterra nell'Aeroporto di Taranto, ignorando le disposizioni di Aeroporti di Puglia che, ogni qualvolta a Taranto, ci sono operazioni, si fa cogliere dal mal di pancia.
Anche Giannini, si era affrettato a chiarire che comunque, l'aeroporto, resta e resterà sempre Cargo e industriale. Emiliano ha aggiunto che, se Silvio vuole fare un altro volo, allora dovrà prenotarsi per Marte (mettendosi in fila).
Questa volta non è giunto da Brindisi, il grido disperato di Mauro D'attis (quello che grida sempre allo scandalo e allo scippo).
E dire che questa volta Silvio l'ha fatta grossa! Per andare a sostenere la campagna elettorale del candidato della Basilicata a Metaponto, ha preteso di atterrare a Taranto, nonostante a soli 50 km. ci sia l'aeroporto di Brindisi.
Ha poi aggiunto che: "...è impensabile che in Basilicata non ci sia un aeroporto", nonostante gli sforzi di AdP ed Emiliano, per rendere lucano l'aeroporto di Bari.     
Qualcuno gli ha suggerito la pista Mattei di Pisticci
Aeroporti di Puglia è sconcertata, D'attis (quello che grida allo scippo dei tarantini, ma poi è sempre a Taranto a cercare i voti) si è offeso.








martedì 5 marzo 2019

NONOSTANTE LA MULTA RYANAIR CONTINUA CON UNA POLITICA BAGAGLI SCORRETTISSIMA


Nonostante la multa inflitta dall'Antitrust, Ryanair continua con una politica ampiamente penalizzante per gli utenti. I pugliesi, perdi di più, pagano fior di milioni, per finanziare i voli da e per la Puglia (o meglio Bari & Brindisi).
La politica messa in atto da Ryanair dal novembre scorso, è altamente ingannevole ed induce in errore, chi prenota un biglietto e, deve sottostare ad una serie di balzelli, che portano il sovrapprezzo del biglietto ad arrivare ad una cifra di circa 40,00 €.
Il sito di Ryanair, traccia con i cookies, le azioni dell'utente e così, ci si ritrova a distanza di pochi secondi, a veder aumentata, una tariffa che poco prima era la metà.
Il 21 febbraio scorso, l'Antitrust ha multato, Ryanair e W!zzAir, rispettivamente di 3 e 1 milione di €, dando tempo 60 gg. per la loro difesa.
Ma nel frattempo continua la pratica scorretta.

Chiederemo alla nostra parlamentare On. Rosalba De Giorgi, di farsi portavoce della nostra istanza; siamo sicuri di un suo immediato interessamento.

in questo caso è possibile aggiungere solo una valigia da 20 kg.
Il sito di Ryanair è pieno di tante ...insidie, e trae spesso in inganno l'utente, convinto di aver acquistato un servizio, per poi scoprire il contrario. Per porvi rimedio, si è poi costretti ad accettare condizioni penalizzanti; si va dalla prenotazione, al posto, ma soprattutto al bagaglio.
A tal riguardo, dopo la multa, Ryanair ha cercato di porre parziale rimedio. I passeggeri che hanno pagato il sovrapprezzo per il bagaglio a mano conservino i biglietti e le ricevute di pagamento. Ryanair dovrà rimborsare i sovrapprezzi non dovuti pagati dai consumatori:


Ryanair si è impegnata a rimborsare il costo del supplemento "Imbarco Prioritario" (indicato anche Priorità e due bagagli a mano) a tutti i consumatori italiani che hanno viaggiato su voli da e per l’Italia tra l’11 ed il 14 gennaio 2018 (incluso) e che hanno acquistato un imbarco prioritario a seguito della mail dell’11 gennaio. 
Rimborserà anche coloro che hanno viaggiato nei giorni successivi purché abbiano acquistato il biglietto prima dell’11 gennaio 2018 e abbiano aggiunto in seguito alla email incriminata il supplemento tra l’11 ed il 14 gennaio 2018. Anche chi ha viaggiato tra l'Italia e Tel Aviv tra il 15 e il 20 gennaio sarà rimborsato se ha acquistato un Imbarco Prioritario a seguito della comunicazione contestata dall'Autorità. Saranno anche rimborsati i 50 euro di multa pagati da tutti i passeggeri che si sono presentati al gate di imbarco con il trolley da mettere nella cappelliera.
Ryanair potrebbe essere in grado di procedere con un rimborso automatico. Nel dubbio, il nostro consiglio a chi si trova nelle condizioni descritte sopra, è di fare comunque richiesta alla compagnia, visto che gli impegni presi da Ryanair sono diventati effettivi dopo il loro accoglimento da parte dell’Autorità. 
Anche noi abbiamo fatto la nostra segnalazione

Dal sito di "AltroConsumo", leggiamo:
La nuova politica Ryanair di far pagare il bagaglio a mano a partire dal 1° novembre 2018 è illecita, perché l'utente non è in grado di comprendere il prezzo complessivo nel momento in cui acquista un biglietto aereo e non può confrontare in modo univoco le offerte delle altre compagnie. Questa è stata la ragione per cui l'Autorità ha multato la compagnia irlandese e la compagnia ungherese Wizzair, tre milioni di euro e un milione rispettivamente. Le compagnie ora dovranno rimediare alla pratica commerciale scorretta senza fare più pagare il sovrapprezzo per il bagaglio a mano aumentando il prezzo iniziale del biglietto. La battaglia di Altroconsumo e delle altre associazioni di consumatori in Europa per ottenere giustizia contro chi inventa sovrapprezzi a servizi di fatto già pagati ha ottenuto un importante risultato.
Il bagaglio a mano è un elemento essenziale del servizio di trasporto aereo e il suo trasporto deve essere permesso senza sostenere alcun costo aggiuntivo. Anche sulla base della normativa europea in tema di trasporto aereo, i supplementi prevedibili ed inevitabili devono essere ricompresi nel prezzo del servizio base presentato sin dal primo contatto e non possono essere separati da questo con la richiesta di somme ulteriori. Con la richiesta di un supplemento variabile tra i 5 ed i 25 euro per il bagaglio a mano grande (a seconda delle diverse modalità di acquisto) Ryanair e Wizzair hanno proceduto ad un aumento del prezzo del biglietto in modo non trasparente, scorporando dalla tariffa un servizio essenziale, prevedibile e inevitabile per quasi tutti i passeggeri.
Gli interventi di Antitrust
Per quanto riguarda Ryanair, l'Antitrust aveva già avviato a settembre 2018 un procedimento cautelare nei confronti della compagnia aerea affinchè la nuova policy fosse subito sospesa altrimenti "i consumatori difficilmente riuscirebbero a ottenere il rimborso di quanto versato per l'acquisto del supplemento, anche tenuto conto delle limitazioni all'esercizio di azioni legali imposte da Ryanair tramite l'indicazione, per i contratti di trasporto conclusi con i consumatori, del foro irlandese per la risoluzione delle controversie".
L’ennesimo cambio di policy sul trasporto dei bagagli era stato definito dall'Autorità della Concorrenza una pratica ingannevole "idonea ad alterare la trasparenza tariffaria" così da non permettere al consumatore di poter confrontare correttamente le offerte delle diverse compagnie aeree. Secondo l’AGCM l’effetto ingannevole risultava poi amplificato dalle ripetute e ravvicinate modifiche delle policy relative al bagaglio a mano effettuate da Ryanair, che possono indurre in errore i consumatori sulle nuove regole, esponendoli a costi molto più elevati.
La policy di Ryanair incriminata
Da novembre 2018 Ryanair ha messo a regime le sue nuove regole sul bagaglio a mano: per imbarcare il trolley ora si deve sempre pagare. E' stato infatti disattivato il servizio gratuito che, una volta arrivati al gate, permetteva di lasciare i trolley che venivano poi etichettati e caricati in stiva. Le opzioni erano due: acquistare l’imbarco prioritario (6 euro alla prenotazione, 8 se si aggiunge dopo) e portare in cabina il trolley e una piccola borsa; o non fare l’imbarco prioritario, portare con sè una borsa piccola e far imbarcare il trolley in stiva pagando 8 euro alla prenotazione, 10 euro dopo.
Ryanair rimborsa i consumatori costretti ad acquistare un supplemento
A fine luglio 2018 l'Antitrust ha chiuso l'istruttoria nata dopo la nostra segnalazione sulla vicenda dei trolley non accettati come bagagli a mano sui voli Ryanair. Nella delibera accetta di fatto gli impegni presi dalla compagnia low cost irlandese che si è dichiarata disponibile a rimborsare i consumatori coinvolti nella vicenda. L'Autorità, infatti, aveva contestato l'applicazione della nuova policy sui bagagli anche sui voli acquistati prima dell'annuncio delle nuove regole di trasporto.
Anche le email inviate ai consumatori per informarli del cambio di policy avrebbero potuto indurli all'acquisto del supplemento, dal momento che la possibilità di imbarco in stiva direttamente al gate non era ben specificata. In generale alla compagnia è stata rimproverata una scarsa chiarezza di fondo nelle modalità comunicative, che avrebbe contribuito a causare notevoli disagi ai passeggeri.

 Leggiamo da "il Salvagente":
L’Antitrust ha multato Ryanair e Wizz Air, rispettivamente, di 3 milioni e 1 milione di euro perchè dall’autunno chiedevano un supplemento di prezzo –  tra i 5 ed i 25 euro in più – per bagaglio a mano considerato “grande”.
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha accertato a seguito di un’istruttoria aperta nel settembre scorso che le modifiche rispettivamente apportate alle regole di trasporto del bagaglio a mano grande, il trolley, costituiscono una pratica commerciale scorretta in quanto ingannano il consumatore sull’effettivo prezzo del biglietto, non includendo più nella tariffa base un elemento essenziale del contratto di trasporto aereo quale è il “bagaglio a mano grande”.
“Bagaglio a mano è elemento essenziale del servizio”
Come emerso dalle istruttorie svolte, dal 1° novembre 2018 le due imprese consentono ai passeggeri di trasportare una sola borsa piccola, da posizionare sotto il sedile, e non il trolley, – con una significativa riduzione dello spazio a disposizione (rispettivamente – 65% e – 52%) – ed utilizzano per il nuovo servizio a pagamento proprio lo spazio dedicato negli aeromobili al trasporto del bagaglio a mano grande, le cappelliere.
Dall’istruttoria è emerso che corrisponde alle abitudini di consumo della quasi totalità dei passeggeri viaggiare con un bagaglio a mano grande al seguito. “Inoltre – specifica in una nota il garante –  il bagaglio a mano costituisce un elemento essenziale del servizio di trasporto aereo e il suo trasporto deve essere permesso senza sostenere alcun costo aggiuntivo. Infatti, anche sulla base della normativa europea in tema di trasporto aereo, i supplementi prevedibili ed inevitabili devono essere ricompresi nel prezzo del servizio base presentato sin dal primo contatto e, quindi, non possono essere separati da questo con la richiesta di somme ulteriori”.
“Aumento di prezzo non trasparente”
Pertanto, con la richiesta di un supplemento variabile tra i 5 ed i 25 euro per il bagaglio a mano grande, le due compagnie hanno proceduto ad un aumento del prezzo del biglietto in modo non trasparente, scorporando dalla tariffa un servizio essenziale, prevedibile e inevitabile per la quasi totalità dei passeggeri.
“Da ciò – con conclude l’Antitrust – l’inganno per i consumatori, in quanto il prezzo da pagare alla fine del processo di prenotazione sarà quasi sempre superiore alla tariffa che viene presentata all’inizio del processo, quando avviene l’aggancio, nonché l’alterazione del processo di comparazione con i prezzi degli altri vettori che invece includono il bagaglio a mano”.