domenica 16 ottobre 2011

39° seduta Consiglio Regione Puglia

Questo è il resonto della seduta regionale che aveva all'ODG la modifica del PRT, per permettere i voli civili anche dall'aeroporto di Taranto. In coda, tutti gli interventi.
* un ringraziamento a Vincenzo Del Monaco
SUNTO
CERVELLERA. Se il Governo regionale o Aeroporti di Puglia ci dicono che non è possibile, per altre ragioni, utilizzare l’aeroporto per i voli civili, a questo punto si lasci libero l’ENAC di bandire una gara per assegnare l’aeroporto di Taranto-Grottaglie ad altri soggetti, che possono anche essere privati.  A questo punto, infatti, vorrei capire per quale ragione l’aeroporto non dovrebbe esprimere al massimo le sue potenzialità.
Peraltro, la valorizzazione di questo aeroporto reca con sé anche la valorizzazione delle potenzialità turistiche ed economiche della zona.
BELLOMO. Se consideriamo che per raggiungere Roma dall’aeroporto Fiumicino occorre un’ora e da Taranto occorre molto meno per raggiungere Bari, è opportuno che rendiamo più agevole la percorrenza tra Taranto e Bari o tra Taranto e Brindisi, a seconda delle convenienze, e impegniamo il Governo regionale affinché si muova in tal senso anche per l’aeroporto di Foggia. Grazie.
MAZZA. Dobbiamo favorire un’attività imprenditoriale che possa nascere in loco, ma va bene anche se è di provenienza diversa. Prevediamo un tempo minimo, due o tre anni, per vedere se questo aeroporto funziona. Parlo di quella che potrebbe essere la potenzialità economica e culturale di un aeroporto, in un territorio la cui unica potenzialità, in questo momento, è collegata alla grande industria che – sia benedetta, altrimenti si morirebbe di fame – comunque porta i tumori. Questo è un discorso importante, ma noi stiamo fermi a ragionare su questioni meno urgenti.
Concediamo, dunque, la possibilità di svolgere delle attività, possibilità che la Regione Puglia dovrebbe prevedere non solo in questa, ma anche in tante altre situazioni.
SALA. Come è noto, il Piano regionale dei trasporti devolve all’aeroporto di Grottaglie il traffico cargo. Sino ad oggi la società Aeroporti di Puglia nulla ha fatto per sviluppare il benché minimo volo cargo dall’aeroporto di Grottaglie, ma vi è un’aggravante, su questa circostanza, peraltro oggetto di una mia interrogazione, alla quale voglio solo accennare in quest’Aula. Da qualche tempo, Aeroporti di Puglia ha acquisito l’area dell’aeroporto militare di Bari – almeno stando alle dichiarazioni rese dall’assessore regionale ai trasporti sul Sole 24 Ore – per il traffico merci, come viene definito. Ora, se ciò accade realmente, e non ho dubbi che l’assessore Minervini abbia detto la verità al Sole 24 Ore, evidentemente, oltre a privare Grottaglie dei voli per i passeggeri per le ben note problematiche che l’amministratore di Aeroporti di Puglia ha addotto, giustamente o meno, in Commissione, si intende anche snaturare e privare l’aeroporto di Grottaglie del traffico cargo.
LOSPINUSO. Parliamo di una zona, quella della costa ionica occidentale, con Castellaneta Marina, Ginosa Marina, Policoro, vicina anche alla regione Calabria, che annovera l’esistenza di numerosi insediamenti turistici, villaggi. È una zona nella quale c’è la possibilità di attuare una politica turistica, non soltanto nei mesi canonici, ma anche in un discorso di destagionalizzazione.
Nel momento in cui noi, come Regione, abbiamo compiuto enormi sforzi di finanziamento anche per altri film, non vedo perché questo aeroporto, che ha comunque visto una sua funzionalità anche durante la guerra in Kosovo, non si possa rilanciare e, quindi, non si possano creare le condizioni per il suo rilancio.
Se vogliamo attuare una politica diversa anche da un punto di vista turistico e dei passeggeri, io credo che vada valorizzata la questione e che vada dato a Taranto, almeno in questo campo, ciò che viene tolto in altri settori.
LADDOMADA. Ha ragione il collega Lospinuso: noi abbiamo potenzialità turistiche enormi dal punto di vista dei voli civili e dei voli charter e, aggiungo io, anche dei voli turistico-panoramici, che potrebbero abbracciare una larga zona che va dalla Valle d’Itria a Fasano, fino ad arrivare alle coste pugliesi e calabresi.
Noi vogliamo avere questa opportunità, senza nulla togliere ad altri territori né all’aeroporto “Gino Lisa” di Foggia. Vogliamo avere le stesse opportunità.
Chiedo un impegno forte del Governo. Non vogliamo sentire l’amministratore di AdP, ma il Governo regionale su questo punto, perché vogliamo capire, una volta per tutte, il punto di vista dell’Amministrazione di cui siamo maggioranza.
DAMONE. Signor Presidente, quando affrontiamo problemi così importanti e vicini  alla persona umana per quanto riguarda i vantaggi e la celerità dei collegamenti, probabilmente siamo assaliti dalla difesa del territorio e da situazioni limitate. All’ordine del giorno dei colleghi di Taranto sono legati, infatti, un’interrogazione e un ordine del giorno della Provincia di Foggia per quanto riguarda l’aeroporto “Gino Lisa”. A questo punto voglio svolgere una riflessione. Una classe dirigente, in un momento di grandi difficoltà economiche, come ricordava il collega Bellomo, deve assumere posizioni responsabili e non campanilistiche.
PENTASSUGLIA. Da Presidente è sempre molto difficile avere il ruolo di garanzia e poi entrare nel merito del problema, però,  essendo anche consigliere del territorio e firmatario, penso e mi auguro che si possa ritornare in Commissione per sviluppare e magari completare quel ragionamento e quel lavoro che proprio in Commissione si sono sviluppati, senza mortificare alcun territorio, ma tentando di dare risposte soprattutto in prospettiva. Ritengo sia questa la questione più fondamentale e importante, alla luce anche di tutti gli investimenti e del quadro d’insieme che abbiamo tracciato.
LANZILOTTA. Si sostiene che nei prossimi due anni avremo presenze di 12 milioni di turisti. Al 2020 questo dato, se le pubbliche amministrazioni e gli investimenti da parte dei privati ci saranno, potrebbe arrivare a 25 milioni. È evidente che l’economia di questa regione trova nel turismo una grande opportunità e una grande potenzialità. Credo che la politica debba compiere uno sforzo in più e caricarsi eventualmente anche di un periodo in cui non ci possano essere utili, ma costi. Se sono costi che servono a un territorio per contribuire a far guadagnare alla Puglia un pezzo importante di mercato nel settore del turismo, è opportuno che tutti gli sforzi vadano compiuti.
Io ritengo che l’ordine del giorno presentato dai colleghi tarantini abbia questo grande merito ed è giusto che il Consiglio regionale lo riconosca. Voterò, quindi, favorevolmente all’iniziativa presentata dai colleghi della Provincia di Taranto.
MINERVINI. Possiamo cavalcare i comitati locali, ma non produciamo buone scelte politiche di sviluppo del nostro territorio in una fase nella quale, se sbagliamo la mossa, ciò è fatale per le nostre realtà territoriali.
Per questo motivo discutiamo. Abbiamo già iniziato una discussione, che io considero molto importante, all’interno della Commissione, ma anche al di fuori dalla Commissione stiamo parlando con il territorio.
Continueremo a discutere di questo tema. Si potrebbe tradurre quest’ordine del giorno in un impegno rivolto al sottoscritto perché si possa continuare questa discussione nelle sedi più appropriate, perché verifichi la condizione di fattibilità di quello che voi richiedete, ma senza tradurlo in una sorta di braccio di ferro con il quale proviamo a strappare un impegno in una condizione di fattibilità difficilissima da garantire in questo momento da parte del Governo.
MARINO. Assessore, dobbiamo tenere una discussione su questo tema e la dobbiamo fare partendo anche dal presupposto che la panacea di tutti i mali non può essere la società Aeroporti di Puglia. La società Aeroporti di Puglia può essere vissuta e vista in Puglia anche in modo diverso, per esempio come una holding che partecipa a tante altre società che possono intervenire anche con capitale privato.
CERVELLERA. L’ordine del giorno era volutamente generico, perché in alcune dichiarazioni l’ingegner Di Paola affermava che aveva temporaneamente dirottato 5 milioni di euro che erano stati assegnati all’aeroporto di Taranto, ma che erano disponibili immediatamente a essere reintrodotti. Non so che significa che non ci sono più, ma sto parlando di Aeroporti di Puglia, non dell’Assessorato.
PRESIDENTE. Rileggo il testo: «Il Consiglio impegna il Governo regionale a proseguire nell’utile interlocuzione con il territorio della Provincia di Taranto e con Aeroporti di Puglia per la valorizzazione dell’importante infrastruttura aeroportuale di Grottaglie, predisponendolo anche ai voli civili».
Pongo ai voti l’ordine del giorno così come modificato.
È approvato.


INTERA SEDUTA
CONSIGLIO REGIONALE DELLA PUGLIA
IX LEGISLATURA
39a SEDUTA PUBBLICA RESOCONTO STENOGRAFICO
martedì 27 settembre 2011
Presidenza del Presidente INTRONA
indi del Vicepresidente MANIGLIO
indi del Presidente INTRONA

Ordine del giorno Cervellera, Pentassuglia, Laddomada, Mazza, Sala del 14/07/2011 “Aeroporto Arlotta di Taranto-Grottaglie

– Riattivazione voli civili”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al punto n. 20), reca: «Ordine del giorno Cervellera, Pentassuglia, Laddomada, Mazza, Sala del 14/07/2011 “Aeroporto Arlotta di Taranto-Grottaglie – Riattivazione voli civili”.
Ne do lettura: «I sottoscritti consiglieri regionali,
premesso che
-              l’Aeroporto di Taranto-Grottaglie, nonostante i lavori effettuati per gli adeguamenti strutturali rimane ad oggi chiuso ai voli civili, sia di linea che charter, rimanendo aerostazione a vocazione prevalentemente cargo;
-              l’Aeroporto stesso è registrato come aeroporto civile nazionale e comunitario;
-              nel 1999, in occasione del conflitto bellico in Kosovo, gli aeroporti di Bari e Brindisi, per motivi di sicurezza, furono chiusi facendo transitare i voli civili sull’aeroporto di Taranto-Grottaglie, trasformando quest’ultimo “idoneo” al trasporto passeggeri;
-              nel 2006, a seguito dell’insediamento del Gruppo Alenia – Aeronautica presso il citato scalo per la produzione delle fusoliere della Boeing, lo scalo è stato adeguato per consentire l’atterraggio dei pesantissimi Boeing Cargo, risultando a fine lavori una delle piste più lunghe d’Italia. Costo dell’operazione 200 milioni di euro;
visto il Piano Regionale dei Trasporti – Piano Attuativo 2009-2013 della Regione Puglia – Assessorato ai Trasporti e alle Vie di Comunicazione, da cui si evince che “L’aeroporto di Grottaglie, ferma restando la possibilità di sviluppare traffico passeggeri a servizio della domanda generata dal proprio territorio di riferimento (il Piano prospetta l’attivazione di voli charter anche a valenza internazionale con caratteristiche stagionali), è chiamato principalmente ad integrarsi nel sistema logistico-portuale dello Ionio, costituendone uno dei punti di forza grazie alle caratteristiche dei suoi impianti e alla sua elevata accessibilità ulteriormente migliorata attraverso la previsione dell’adeguamento dello svincolo sulla SS7. L’aeroporto potrà costituire un ulteriore incentivo per attrarre investimenti privati nel Distripark completando il network di feederaggio multimodale a supporto del sistema portuale” e che “l’accessibilità stradale dell’aeroporto di Grottaglie è stata migliorata attraverso il collegamento diretto con la viabilità di interesse nazionale. La realizzazione dei numerosi potenziamenti stradali previsti in Salento consentono di migliorare i collegamenti dell’aeroporto con il porto di Taranto e le principali aree produttive e turistiche della zona”;
considerato e valutato che
-              nella Convenzione stipulata il 22.01 2002 tra ENAC ed Aeroporti di Puglia si stabilisce per tutti gli aeroporti pugliesi (Bari, Brindisi, Foggia e Taranto) di “erogare con continuità e regolarità, nel rispetto dell’imparzialità e secondo le regole di non discriminazione dell’utenza i servizi di propria competenza” (art. 4 comma 1.c);
-              nella precitata Convenzione “la concessionaria assicura la piena operatività di ciascun aeroporto” (art. 7 comma 1) e che nel caso “di mancato ed immotivato rispetto del programma di interventi e del piano degli investimenti o di grave e immotivato ritardo nell’attuazione degli stessi...l’Enac ...dispone la revoca della concessione” (art 14 comma 1);
-              dalle caratteristiche e dai dati riguardanti lo scalo di Taranto-Grottaglie riportati nelle pubblicazioni aeronautiche risulterebbe che l’aeroporto è aperto al traffico aereo civile, mentre in realtà si configura solo la presenza sporadica di piccoli velivoli charter nei mesi estivi e/o voli privati;
-              la pista di 3200 metri del precitato scalo è tra le più lunghe d’Italia, per cui dovrebbero essere garantiti quotidianamente i servizi aeroportuali, handling, antincendio, carburante, controllo del traffico aereo, informazioni volo, meteorologia, manutenzione di impianti luminosi, di telecomunicazioni e radioassistenze, oltre che, su richiesta, dogana, polizia e servizio sanitario, con costi di gestione annui di 20 milioni di euro;
-              l’aeroporto di Taranto nel Piano regionale dei trasporti, destinato prioritariamente ai movimenti cargo, non impedisce l’utilizzo dello scalo anche per il trasporto passeggeri, considerato anche il fatto che i voli cargo non sono stati incentivati da Aeroporti di Puglia, e costituiscono ad oggi un numero limitato di voli (uno o due settimanali per conto della Boeing per Alenia);
-              Taranto è collocata in un’area strategica per le comunicazioni intermodali, a ridosso di due Regioni (la Calabria e la Basilicata) che, non avendo aeroporti vicino, potrebbero sostenere la domanda di una notevole utenza per i voli civili;
-              l’utilizzo a pieno regime dello scalo grottagliese, unitamente al Porto di Taranto, rappresenterebbe il “volano” per lo sviluppo economico, turistico e sociale di tutta la terra ionica;
-              il territorio ionico sarebbe fortemente avvantaggiato da un incremento dei flussi turistici nell’ area essendo una delle principali mete turistiche della Regione;
-              la valorizzazione delle locazioni naturali, della cultura, delle tradizioni con i partners pubblici e privati che perseguono i medesimi obiettivi rappresenta un’efficace forma di sviluppo sostenibile del territorio;
viste
-              la delibera di Giunta del Comune di Martina Franca, n.111 del 22/04/2011 avente ad oggetto “Manifestazione adesione iniziativa costituendo consorzio le Rotte del Sole” con la quale l’Ente esplicita la condivisione dell’iniziativa al fine di predisporre e raggiungere l’obiettivo di rendere l’aeroporto di Taranto-Grottaglie disponibile a tutto il traffico aereo, passeggeri e commerciale, promuovere l’attivazione di voli turistici da e per l’aeroporto di Taranto-Grottaglie, promuovere iniziative per incrementare i flussi turistici nel territorio;
-              la delibera del Consiglio Comunale di Taranto del 25 giugno 2010, pubblicata all’Albo Pretorio dal 13 luglio 2010 al 23 luglio 2010 n.6644 Reg. Pubbl. in cui l’Ente approva l’OdG relativo all’Aeroporto Arlotta Taranto-Grottaglie al fine di “intraprendere iniziative concrete per la riapertura dell’Aeroporto di Taranto al traffico passeggeri”;
-              il Consiglio Comunale di Grottaglie del 25 novembre 2010 che chiede che “le Autorità competenti e la Regione Puglia (socio di maggioranza) facciano pressione su ‘Aeroporti di Puglia’; ‘Aeroporti di Puglia’ renda fruibile, da subito, l’Aeroporto di Taranto-Grottaglie rendendolo disponibile anche a richiesta di operatori privati; ‘Aeroporti di Puglia’ promuova ogni azione utile ad attivare vettori italiani o comunitari; l’Aeroporto debba poter funzionare regolarmente così come avviene per altri aeroporti di Puglia; di istituire un tavolo tecnico per trovare una compagnia che possa utilizzare l’aeroporto”;
-              l’interessamento della Provincia di Taranto, che ha dedicato una seduta consiliare ad hoc, affinché vengano istituiti voli passeggeri da/per lo scalo Arlotta con principali destinazioni Roma e Milano, con cadenza giornaliera;
-              le risultanze dell’audizione tenutasi nella V Commissione regionale con all’argomento la riattivazione dei voli civili nell’Aeroporto Taranto-Grottaglie del 12.04.2011, in cui la Provincia di Taranto, i Sindaci di Taranto, di Grottaglie, di altri Comuni dell’arco ionico, l’Associazione Tarantovola, le Organizzazioni sindacali CGIL-CISL-UIL hanno richiesto con forza all’Assessore ai Trasporti e al Direttore di Aeroporti di Puglia di riattivare lo scalo di Grottaglie anche ai voli civili;
chiedono alla Giunta di
-              attivarsi nei confronti di Aeroporti di Puglia, nel rispetto della Convenzione stipulata con ENAC, per cogliere le proposte avanzate dalla Provincia di Taranto e da operatori privati per la riapertura dell’Aeroporto di Taranto-Grottaglie anche ai voli civili;
- far destinare a tale scopo le risorse ricevute per Taranto da Aeroporti di Puglia ed utilizzate per altre esigenze».
Invito i presentatori a illustrarlo.
CERVELLERA. Signor Presidente, colleghi consiglieri, questo ordine del giorno è firmato da me e dai consiglieri regionali Laddomada, Mazza, Pentassuglia e Sala (cito in ordine cronologico), ma sicuramente solo per motivi di tempo non è stato possibile farlo firmare a tutti i consiglieri regionali tarantini. Questo argomento, infatti, interessa il territorio ionico e ha visto impegnati alcuni Consigli comunali di grande importanza, a partire da Martina Franca, Taranto...
PRESIDENTE. Colleghi consiglieri, abbiamo da poco iniziato i lavori. Permettiamo ai relatori di intervenire con tranquillità, dando loro il giusto ascolto e la giusta attenzione.
CERVELLERA. Come dicevo, il tema ha visto impegnati anche il Consiglio comunale di Taranto e più volte il Consiglio comunale di Grottaglie. L’ultima, in ordine di tempo, qualche giorno fa, quando si è discusso proprio di questo ordine del giorno, che è stato approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Grottaglie.
L’ordine del giorno parte dall’illustrazione dell’importanza di questo aeroporto che io chiamo “Taranto-Grottaglie”, una infrastruttura...
PRESIDENTE. Colleghi, vi invito a prestare attenzione, ma anticipo che al prossimo richiamo sospenderò i lavori del Consiglio. Non è possibile andare avanti in questo modo, non è dignitoso per chi parla.
CERVELLERA. Grazie, signor Presidente. Come dicevo, si tratta di un’infrastruttura importantissima che ha visto un impegno anche di natura economica da parte della Regione
 Puglia, dello Stato e della Comunità europea, in quanto la sua pista è stata allungata fino a 3.200 metri, diventando così la pista più lunga d’Italia.
È, dunque, un’infrastruttura su cui la Puglia punta, ma ha avuto un destino purtroppo riduttivo rispetto alle potenzialità che ha e ha avuto in passato. Voglio ricordare, infatti, che durante il conflitto nel Kosovo, stante la chiusura degli aeroporti di Bari e di Brindisi, giocoforza si è dovuto utilizzare questo aeroporto anche per i voli civili, considerando peraltro l’importanza che esso ha assunto sempre più nel tempo a seguito dell’insediamento nel territorio del gruppo Alenia.
Qualche giorno fa è stato inaugurato da Grottaglie il primo aereo (un Boeing) interamente in fibre di carbonio, che ha la possibilità di ridurre i costi del carburante del 20 per cento, rendendo peraltro un servizio all’ambiente.
Naturalmente rispetto ai Boeing era necessario avere un’infrastruttura di questa natura, con una pista più lunga, e addirittura oggi abbiamo una delle piste più lunghe d’Italia, per la quale si sono spesi 200 milioni di euro.
Il Piano regionale dei trasporti, approvato con Piano attuativo 2009-2013 dalla Regione Puglia, prevede anche “la possibilità di sviluppare traffico passeggeri a servizio della domanda generata dal proprio territorio di riferimento (il Piano prospetta l’attivazione di voli charter anche a valenza internazionale con caratteristiche stagionali), è chiamato principalmente a integrarsi nel sistema logistico-portuale dello Ionio, costituendone uno dei punti di forza grazie alle caratteristiche dei suoi impianti e alla sua elevata accessibilità ulteriormente migliorata attraverso la previsione dell’adeguamento dello svincolo sulla SS7. L’aeroporto potrà costituire un ulteriore incentivo per attrarre investimenti privati nel Distripark completando il network di feederaggio multimodale a supporto del sistema portuale” e che “l’accessibilità stradale dell’aeroporto di Grottaglie è stata migliorata attraverso il collegamento diretto con la viabilità di interesse nazionale. La realizzazione dei numerosi potenziamenti stradali previsti in Salento consentono di migliorare i collegamenti dell’aeroporto con il porto di Taranto – che è una delle richieste più importanti – e le principali aree produttive e turistiche della zona”.
Da questo punto di vista, questo aeroporto ha dunque tutte le potenzialità per poter esplicare le proprie attività. Tuttavia, tali potenzialità sono limitate dall’impostazione adottata da Aeroporti di Puglia, che prevede solo impieghi cargo, che peraltro nemmeno vengono sviluppati. Fossero almeno sviluppati gli aspetti cargo, sarebbe già un fatto importante proprio per il collegamento logistico tra porto e aeroporto. Invece, addirittura andando contro la convenzione con l’ENAC, che stabilisce per tutti gli aeroporti pugliesi di “erogare con continuità e regolarità, nel rispetto dell’imparzialità e secondo le regole di non discriminazione dell’utenza, i servizi di propria competenza”, Aeroporti di Puglia sabota – uso una parola forse un po’ troppo forte – le possibilità di effettuare voli civili per l’aeroporto Taranto-Grottaglie.
Devo dire, a onor del vero, che l’aeroporto è collocato in una zona strategica e addirittura non avrebbe bisogno di fare alcun tipo di concorrenza, come qualcuno potrebbe pensare, con l’aeroporto di Brindisi o con quello di Bari, perché ha un suo bacino e una sua utenza di riferimento collocandosi tra due regioni, la Basilicata e la Calabria.
Dovete sapere che la Basilicata non ha nessun aeroporto, né a Potenza né a Matera, ed è addirittura interessata a dirigersi verso Taranto, avendo un’infrastruttura come la Basentana che arriverebbe direttamente nella nostra città. Non si capisce, dunque, perché da parte di Aeroporti di Puglia ci sia un’ostilità – la chiamo così – a questo riguardo.
Devo ringraziare al Presidente della V Commissione Pentassuglia perché ci ha consentito di fare un dibattito serio su questo argomento anche con l’assessore Minervini e con il responsabile di Aeroporti di Puglia, l’ingegner Di Paola. Nonostante ci sia stata, da parte di tutti gli enti, una richiesta analoga, a partire dalla Provincia di Taranto, che chiese espressamente che l’aeroporto di Taranto-Grottaglie potesse essere utilizzato per i voli civili, non vi è stata alcuna risposta.  Siamo stati, dunque, costretti a presentare un ordine del giorno in Consiglio perché su questa materia vogliamo che il Governo si impegni a garantire questa possibilità.
Se il Governo regionale o Aeroporti di Puglia ci dicono che non è possibile, per altre ragioni, utilizzare l’aeroporto per i voli civili, a questo punto si lasci libero l’ENAC di bandire una gara per assegnare l’aeroporto di Taranto-Grottaglie ad altri soggetti, che possono anche essere privati.  A questo punto, infatti, vorrei capire per quale ragione l’aeroporto non dovrebbe esprimere al massimo le sue potenzialità.
Peraltro, la valorizzazione di questo aeroporto reca con sé anche la valorizzazione delle potenzialità turistiche ed economiche della zona. Dal punto di vista economico, come ho già detto, è interessata in modo particolare la logistica, ma è importante richiamare anche le potenzialità turistiche, ricordando che Taranto è la capitale della Magna Grecia.
Vorrei ricordare all’assessore Minervini che le Ferrovie dello Stato hanno limitato le possibilità di raggiungimento di Taranto da Roma o da Milano. Oggi, però, con l’aumento esponenziale del numero di coloro che viaggiano con il mezzo aereo, questa possibilità ci deve essere riconosciuta.
Occorre puntare, dunque, sulla valorizzazione delle bellezze naturali, della cultura, delle tradizioni, del turismo. Questo, a mio avviso, per Taranto potrebbe essere un volano molto importante per sfuggire al degrado ambientale che la grande industria regala al nostro territorio.
Da questo punto di vista, la nostra richiesta è di attivarsi, come Governo, nei confronti di

Aeroporti di Puglia, affinché, nel rispetto della convenzione stipulata con l’ENAC – non chiediamo nulla di aggiuntivo – si accolgano le proposte avanzate dalla Provincia di Taranto e da operatori privati per la riapertura dell’aeroporto di Grottaglie.
So benissimo che l’assessore Minervini è venuto a Taranto qualche giorno fa e ha ricevuto le migliaia di firme raccolte da uno dei movimenti che si è attivato in tal senso perché l’aeroporto di Grottaglie possa essere destinato anche ai voli civili.
Vi ringrazio dell’attenzione. Spero che questo Governo ci dia una mano per attivare l’aeroporto Taranto-Grottaglie.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. Al collega che ha illustrato la mozione sono stati concessi dieci minuti, ma per gli interventi successivi il termine fissato è di cinque minuti.
È iscritto a parlare il consigliere Bellomo. Ne ha facoltà.
BELLOMO. Signor Presidente, è sempre un po’ difficile parlare quando un territorio, in questo caso rappresentato da consiglieri pregevoli, esprime un ordine del giorno.
Tuttavia, io forse sono tra i più giovani, ma le persone che hanno una maturità superiore alla mia dovrebbero rendersi conto del momento in cui viviamo. Quando si presenta un ordine del giorno di questo tipo, si dovrebbe tenere presente la compatibilità economica rispetto a quello che si chiede. Oggi è a rischio persino l’aeroporto di Foggia, che ha un numero di passeggeri di gran lunga superiore a quello dell’aeroporto di Taranto-Grottaglie. Addirittura i due aeroporti principali della regione, quello di Bari, con tre milioni di passeggeri, e quello di Brindisi, con circa due milioni di passeggeri – se sbaglio mi corregga l’assessore – hanno difficoltà ad andare avanti.
Peraltro, quando si chiede che in un aeroporto atterrino voli di linea bisogna, ahimè, incentivare le compagnie aeree affinché scelgano quel territorio. Questi incentivi devono essere ancora più cospicui se quelle compagnie normalmente non volano nella zona di riferimento. Ad esempio, il contributo della Regione Puglia all’aeroporto di Foggia è di circa 100 euro per passeggero. Parliamo di un aeroporto – non parlo contro Foggia, è solo per dare un quadro di riferimento – che ha 70.000 utenze, mentre l’aeroporto di Bari ne registra tre milioni e quello di Brindisi due milioni. In un momento di vacche grasse, è comprensibile che si chieda un servizio di questo tipo, ma in questo momento sarebbe da incoscienti sprecare, qualora ci fosse, denaro pubblico.
Forse l’azione più opportuna – e invito il Governo a impegnarsi in tal senso – sarebbe quella di cercare di velocizzare i collegamenti con i capoluoghi di provincia che non hanno un aeroporto civile; ad esempio, si dovrebbe fare in modo che la percorrenza fra Taranto e l’aeroporto di Bari sia più veloce, destinando eventualmente a questo fine dei contributi finanziari.
Se consideriamo che per raggiungere Roma dall’aeroporto Fiumicino occorre un’ora e da Taranto occorre molto meno per raggiungere Bari, è opportuno che rendiamo più agevole la percorrenza tra Taranto e Bari o tra Taranto e Brindisi, a seconda delle convenienze, e impegniamo il Governo regionale affinché si muova in tal senso anche per l’aeroporto di Foggia. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Mazza. Ne ha facoltà.
MAZZA. Signor Presidente, colleghi consiglieri, ovviamente non ripeterò quello che ha detto il collega Cervellera, perché si tratta di concetti palesemente collegati a un discorso relativo all’aeroporto.
Dirò, invece, quello che raccolgo in termini di commenti tra la gente, che si chiede se deve subire sempre l’influsso barese su certe  questioni. Io mi strappo le vesti a dire che non è così, ma a un certo punto, dopo tanto dire, questa sensazione effettivamente può anche essere avvalorata.
Questa è la mia visione della vicenda: c’è un aeroporto con una pista lunghissima che può essere utilizzato in tutti i modi, sebbene sia privo di alcuni elementi infrastrutturali. Mi si dice ad esempio che manca il bar, ma lo si può allestire in poco tempo, non è questo il punto. Manca il presidio dei vigili del fuoco, ma questi possono essere chiamati all’occorrenza, senza alcun problema.
Dobbiamo favorire un’attività imprenditoriale che possa nascere in loco, ma va bene anche se è di provenienza diversa. Prevediamo un tempo minimo, due o tre anni, per vedere se questo aeroporto funziona. Esiste forse un problema di tipo politico? Né si può pensare che il problema sia economico, dal momento che non viene chiesto nulla, se non piccoli adeguamenti che rendano l’aeroporto agibile da certi punti di vista.
Sono arrivato, con Ryanair, nel quarto o quinto aeroporto di Londra, e vi assicuro che era molto peggio dell’aeroporto di Grottaglie; c’erano solo la pista e un capannone.
Parlo di quella che potrebbe essere la potenzialità economica e culturale di un aeroporto, in un territorio la cui unica potenzialità, in questo momento, è collegata alla grande industria che – sia benedetta, altrimenti si morirebbe di fame – comunque porta i tumori. Questo è un discorso importante, ma noi stiamo fermi a ragionare su questioni meno urgenti.
Concediamo, dunque, la possibilità di svolgere delle attività, possibilità che la Regione Puglia dovrebbe prevedere non solo in questa, ma anche in tante altre situazioni.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Sala. Ne ha facoltà.
SALA. Signor Presidente, colleghi consiglieri, anch’io voglio associarmi pienamente a quanto sino ad ora sostenuto dal collega Cervellera. Le motivazioni addotte nell’ordine del giorno e meglio esplicate da lui in questa sede, che sono da me assolutamente condivise, riferiscono di una comunità – non solo ionica, ma anche della Basilicata – che potrebbe avvalersi di una struttura aeroportuale insediata e funzionante già da tempo nel tarantino, ma soprattutto pongono all’attenzione di quest’Aula un problema di natura prettamente politica.
Sulla questione devo evidentemente dissentire – per la prima volta, e spero anche per l’ultima – con quanto ha sostenuto il Capogruppo dei Pugliesi, il mio collega e amico Davide Bellomo. Le problematiche sono di natura politica, ma a tal proposito devo dire che la forte esigenza di sviluppare un traffico passeggeri (non voglio ripetermi, ma devo anche richiamare fedelmente quanto ha sostenuto il consigliere Cervellera) ha anche problematiche di altra natura.
Come è noto, il Piano regionale dei trasporti devolve all’aeroporto di Grottaglie il traffico cargo. Sino ad oggi la società Aeroporti di Puglia nulla ha fatto per sviluppare il benché minimo volo cargo dall’aeroporto di Grottaglie, ma vi è un’aggravante, su questa circostanza, peraltro oggetto di una mia interrogazione, alla quale voglio solo accennare in quest’Aula. Da qualche tempo, Aeroporti di Puglia ha acquisito l’area dell’aeroporto militare di Bari – almeno stando alle dichiarazioni rese dall’assessore regionale ai trasporti sul Sole 24 Ore – per il traffico merci, come viene definito. Ora, se ciò accade realmente, e non ho dubbi che l’assessore Minervini abbia detto la verità al Sole 24 Ore, evidentemente, oltre a privare Grottaglie dei voli per i passeggeri per le ben note problematiche che l’amministratore di Aeroporti di Puglia ha addotto, giustamente o meno, in Commissione, si intende anche snaturare e privare l’aeroporto di Grottaglie del traffico cargo.
La problematica che può apparire di mero campanile, allora, assume sfaccettature politiche. Quindi, mi permetto di invitare il Governo regionale, ma soprattutto i colleghi, a votare, unitamente ai colleghi tarantini che hanno sottoscritto questo ordine del giorno, la proposta formulata.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Zullo. Ne ha facoltà.
ZULLO. Signor Presidente, la discussione che si sta sviluppando su questo punto all’ordine del giorno dimostra come non ci sia, da parte di nessun consigliere, la volontà di giudicare l’operato del collega. Non è possibile ascoltare in quest’Aula….
PRESIDENTE. Colleghi, vi invito ad ascoltare in silenzio.
ZULLO. Grazie, Presidente. Come dicevo, il dibattito che si sta sviluppando su questo ordine del giorno dimostra quanto è bella la democrazia, laddove ognuno esprime il proprio parere e il proprio pensiero, senza giudicare l’operato dell’altro e senza offendere i colleghi.
Signor Presidente del Consiglio, avrei voluto la parola precedentemente, perché sono stato offeso. Tuttavia, se non mi ascolta oggi abbandono il Consiglio…
PRESIDENTE. Non mi dia questo dolore.
ZULLO. Presidente, non si rende conto che in tal modo lei deride il Consiglio. Se in quest’Aula viene offeso un consigliere, lei ha il dovere di difenderlo per l’autorevolezza del Consiglio.
Caro Sannicandro, anch’io potrei denigrare un provvedimento presentato da un componente del suo Gruppo, ma non lo faccio perché sono molto più responsabile del suo Capogruppo.
Qui c’è un problema grosso, che riguarda il modo in cui noi dobbiamo essere rispettati, caro Presidente. Quando dovrei chiedere il voto segreto, Presidente, forse quando la votazione si è conclusa? Lei deve dirmi quando posso chiedere la parola per fatto personale e quando intende concedermela? Lei deve stabilire quando un consigliere regionale può offendere o giudicare l’operato di un collega?
Tutto questo, Presidente, imputo a una sua responsabilità, a una sua mancata autorevolezza. Lei ha il dovere di difendere qualsiasi componente del Consiglio, perché in tal modo difende la società pugliese che quel componente ha votato, caro Presidente.
Per tornare al punto in esame, caro Cervellera, potrei dire tanto sulla validità o meno dell’ordine del giorno, ma non è mio costume. Io faccio politica e propongo argomenti politici. Mi dispiace che il suo Capogruppo abbia l’ardire di porsi come un professore della politica, di giudicare la politica, di fare i compiti in classe. Ma non è questo il modo di agire in questo contesto. Se non si è d’accordo su un provvedimento si vota contro e si vota a favore se si è d’accordo. Non parlo nello specifico di Cervellera o del suo ordine del giorno.
Così non si va avanti. Questo non è più un Consiglio regionale nel quale possiamo confrontarci sui problemi, ma diventa un Consiglio nel quale si dibatte delle persone e tra le persone, non dei problemi.
Caro Presidente, grazie a lei oggi mi asterrò dal prendere parte a qualsiasi attività consiliare, facendo lo sciopero in bianco pur restando presente.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Lospinuso. Ne ha facoltà.
LOSPINUSO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, non posso che essere favorevole all’ordine del giorno firmato dai colleghi della provincia di Taranto. Evidentemente non si tratta soltanto di dare seguito alla convenzione e al progetto che era stato deciso per l’aeroporto di Grottaglie. L’aeroporto di Grottaglie ha una sua valenza, sia in termini di passeggeri, sia in termini di volo cargo (ma credo che questo Governo stia facendo di tutto per trascurare anche questo aspetto che pure è previsto nel Piano regionale dei trasporti), ma anche dal punto di vista turistico.
Noi sappiamo che una zona è appetibile dal punto di vista turistico – ne parliamo in tutti i dibattiti e in tutte le iniziative per promuovere l’immagine della Puglia nel mondo – se la si raggiunge entro venti minuti dal più vicino aeroporto.
Parliamo di una zona, quella della costa ionica occidentale, con Castellaneta Marina, Ginosa Marina, Policoro, vicina anche alla regione Calabria, che annovera l’esistenza di numerosi insediamenti turistici, villaggi. È una zona nella quale c’è la possibilità di attuare una politica turistica, non soltanto nei mesi canonici, ma anche in un discorso di destagionalizzazione.
Nel momento in cui noi, come Regione, abbiamo compiuto enormi sforzi di finanziamento anche per altri film, non vedo perché questo aeroporto, che ha comunque visto una sua funzionalità anche durante la guerra in Kosovo, non si possa rilanciare e, quindi, non si possano creare le condizioni per il suo rilancio.
Se vogliamo attuare una politica diversa anche da un punto di vista turistico e dei passeggeri, io credo che vada valorizzata la questione e che vada dato a Taranto, almeno in questo campo, ciò che viene tolto in altri settori.
Purtroppo, infatti, siamo calpestati ogni giorno di più, come territorio, in altri settori. Non è il momento di parlarne per non fare polemica, essendoci un ordine del giorno unanime, ma credo che questa sarebbe un’occasione anche per l’assessore per chiarire ciò che si vuole fare su Taranto e sul nostro aeroporto. Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Laddomada. Ne ha facoltà.
LADDOMADA. Signor Presidente, signori assessori e consiglieri, non ripeterò ovviamente le motivazioni stringenti poste alla base dell’ordine del giorno, però voglio richiamare l’attenzione del Governo regionale e, in particolar modo, dell’assessore affinché ci sia l’impegno serio a valutare e ad analizzare tutte le possibilità che l’aeroporto di Grottaglie può avere per rendere la struttura aeroportuale al massimo delle sue potenzialità commerciali e civili.
Ha ragione il collega Lospinuso: noi abbiamo potenzialità turistiche enormi dal punto di vista dei voli civili e dei voli charter e, aggiungo io, anche dei voli turistico-panoramici, che potrebbero abbracciare una larga zona che va dalla Valle d’Itria a Fasano, fino ad arrivare alle coste pugliesi e calabresi.
Noi vogliamo avere questa opportunità, senza nulla togliere ad altri territori né all’aeroporto “Gino Lisa” di Foggia. Vogliamo avere le stesse opportunità.
Chiedo un impegno forte del Governo. Non vogliamo sentire l’amministratore di AdP, ma il Governo regionale su questo punto, perché vogliamo capire, una volta per tutte, il punto di vista dell’Amministrazione di cui siamo maggioranza.
Tra parentesi, signor Presidente, condivido le osservazioni del collega Zullo. Credo che in tutte le Istituzioni della Regione, sia in Consiglio, sia in Commissione, la base per ogni lavoro proficuo sia il rispetto che ogni consigliere deve avere di un altro consigliere.
Chiedo che lei, che è persona autorevole e saggia, faccia tutto quanto può a livello istituzionale per fare in modo che questa sia una bella legislatura, che sia proficua e che ognuno di noi possa essere di esempio per tutto il popolo pugliese che ci guarda.
Grazie.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Damone. Ne ha facoltà.
DAMONE. Signor Presidente, quando affrontiamo problemi così importanti e vicini  alla persona umana per quanto riguarda i vantaggi e la celerità dei collegamenti, probabilmente siamo assaliti dalla difesa del territorio e da situazioni limitate. All’ordine del giorno dei colleghi di Taranto sono legati, infatti, un’interrogazione e un ordine del giorno della Provincia di Foggia per quanto riguarda l’aeroporto “Gino Lisa”.
A questo punto voglio svolgere una riflessione. Una classe dirigente, in un momento di grandi difficoltà economiche, come ricordava il collega Bellomo, deve assumere posizioni responsabili e non campanilistiche.
D’altra parte, noi abbiamo registrato nel recente passato il fatto che nel settore della sanità è avvenuta la chiusura di ospedali, che credo siano molto più importanti degli aeroporti. La gente ha reagito e ha dovuto subire i tagli che la finanza pubblica oggi impone a tutti noi.
Io non sono contro l’ordine del giorno, ma voglio chiedere all’assessore Minervini e ai colleghi di Taranto di tenere una seduta monotematica per parlare di Aeroporti di Puglia, in maniera tale che ci sia una visione organica del territorio, con i collegamenti esistenti e con quelli da creare, perché, stando a quanto mi si riferisce, i 16 milioni di euro stanziati per l’allungamento della pista al “Gino Lisa” di Foggia probabilmente non sono funzionali all’attività di quell’aeroporto.
Prima di investire danaro pubblico, e poiché il danaro pubblico non spiace a nessuno di noi e va salvaguardato e tutelato, dobbiamo fare il punto della situazione sugli aeroporti di Puglia ed evitare che ciascuno di noi rivendichi campanilisticamente la presenza in un territorio.
La presenza del Gino Lisa di Foggia, che ha un numero limitato di passeggeri e non ha un numero di voli adeguato, è passiva per la comunità. Una classe dirigente che deve amministrare pubblico danaro deve tener conto di queste situazioni. Basta con la demagogia, basta con affermazioni di principio a tutto spiano per essere gradevoli a questi o a quelli.
 Dobbiamo essere una classe dirigente che si assume fino in fondo le responsabilità delle decisioni.
È giusto, allora, che l’assessore Minervini venga in Aula e tracci un quadro e un programma sul territorio: così si fa politica, non rivendicando i principi o gli interessi di questi o di quelli. Abituiamoci a diventare una classe dirigente che governa, che sceglie e non che comanda. Per questo motivo è necessario nelle Istituzioni rendere un servizio alla gente e dimenticare il campanile e gli interessi specifici.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pentassuglia. Ne ha facoltà.
PENTASSUGLIA. Signor Presidente, ho deciso solo in un secondo momento di intervenire, perché, da Presidente della Commissione competente in materia e firmatario di quest’ordine del giorno vorrei riportare l’attenzione, soprattutto in maniera responsabile, acché la politica dia risposte ai territori senza continuare con l’ottica dell’illusione.
Mi permetto, infatti, di riportare all’attenzione dell’Aula gli incontri che la Commissione trasporti ha avuto, sia con l’assessore competente, che ringrazio per la disponibilità, sia con Aeroporti di Puglia, per valutare concretamente e compiutamente ciò che è stato votato dal Consiglio regionale, cioè il Piano regionale dei trasporti, con i relativi investimenti attuati e soprattutto con la prospettiva che si vuole dare agli aeroporti pugliesi, ivi compresi quelli di Taranto-Grottaglie e di Foggia, perché c’è stata un’esplicita richiesta.
Stando, però, all’ordine del giorno, mi permetto di richiamare l’attenzione di tutti, e soprattutto dell’assessore e del Governo regionale, acché, così come è avvenuto presso la Camera di commercio di Taranto e in Commissione, si possa ritornare a fare il punto della situazione per gli impegni che prima della pausa estiva ci siamo prefissati nella nostra Commissione e, quindi, per capire che cosa è successo rispetto all’aeroporto hub, alle indicazioni pervenute dal Servizio dogane per l’ammodernamento e la messa in sicurezza di quella struttura e soprattutto per la fruibilità.
Lo pongo come un fatto istituzionale, perché poi noi, chiamati a vario titolo sul territorio, possiamo dare risposte anche ad alcune iniziative private lodevoli che vi si svolgono e che è bene che si attivino, ma soprattutto ai cittadini e al territorio stesso, e perché, evitando le facili illusioni di cui parlavo prima, possiamo dare in maniera compiuta articolazione alle misure messe in campo non solo per il porto, ma anche per le infrastrutture stradali di collegamento, in relazione alle eccezioni che ci sono state sollevate nelle Commissioni, per parlare del merito della questione.
È questa la ragione del mio intervento. Da Presidente è sempre molto difficile avere il ruolo di garanzia e poi entrare nel merito del problema, però,  essendo anche consigliere del territorio e firmatario, penso e mi auguro che si possa ritornare in Commissione per sviluppare e magari completare quel ragionamento e quel lavoro che proprio in Commissione si sono sviluppati, senza mortificare alcun territorio, ma tentando di dare risposte soprattutto in prospettiva. Ritengo sia questa la questione più fondamentale e importante, alla luce anche di tutti gli investimenti e del quadro d’insieme che abbiamo tracciato.
PRESIDENTE. Collega Pentassuglia, sicuramente l’assessore Minervini nella sua replica potrà darle assicurazioni in tal senso.
È iscritto a parlare il consigliere Lanzilotta. Ne ha facoltà.
LANZILOTTA. Signor Presidente, non mi dilungherò molto, ma ho ritenuto di intervenire in questo dibattito perché credo che la questione che i colleghi tarantini hanno offerto al confronto di quest’Assemblea – me lo consentiranno i colleghi della provincia di Taranto –, se affrontato nella logica del territorio provinciale e in una logica “campanilistica”, perda un po’ dell’importanza che giustamente l’argomento merita.
Credo che una riflessione sul sistema aeroportuale, non soltanto tarantino, ma della regione, vada svolto guardando agli obiettivi della Regione. Ho deciso di intervenire, signor Presidente, e ringrazio per l’attenzione anche l’assessore Minervini, perché alcuni giorni fa ho avuto modo di leggere dati impressionanti sulle prospettive per il turismo in Puglia.
Si sostiene che nei prossimi due anni avremo presenze di 12 milioni di turisti. Al 2020 questo dato, se le pubbliche amministrazioni e gli investimenti da parte dei privati ci saranno, potrebbe arrivare a 25 milioni. È evidente che l’economia di questa regione trova nel turismo una grande opportunità e una grande potenzialità. È vero anche, però, che le pubbliche amministrazioni, e in primis la Regione, nonché, a scendere, tutti gli altri livelli istituzionali, hanno la grande responsabilità di immaginare come accogliere un flusso tanto ingente, che si sviluppa nell’arco di un decennio e non di un periodo breve.
Merita, quindi, riflessione anche il sistema dei trasporti in Puglia, perché possa rendere per un periodo non soltanto stagionale, ma che ci auguriamo il più lungo possibile, un’accoglienza nei confronti del turismo, a cui si aggiungono tutte le questioni del territorio che ho ascoltato: il polo industriale, il porto, l’interporto.
Se a queste tematiche del sistema aeroportuale ci approcciamo guardando agli obiettivi che la nostra Regione intende raggiungere in uno spazio temporale medio-lungo, credo che una riflessione attenta su Taranto vada svolta. I dati che ho avuto il piacere di leggere danno un’indicazione curiosa: cresce il Gargano, cresce il Salento, cresce Taranto, ma non crescono Bari e Brindisi, perché probabilmente si pone un problema infrastrutturale in questo contesto.
Se esiste la possibilità di rendere più accogliente e più appetibile la nostra regione, avendo un aeroporto efficiente che serva non soltanto la marina di Taranto, come auspicava il collega Lospinuso, ma anche un’area che può rappresentare un ulteriore fiore all’occhiello di questa regione come il Salento, il Gargano, il Sud-est barese, la Valle d’Itria e il Parco dell’Alta Murgia, zone che potrebbero essere ben servite dall’aeroporto tarantino, affrontiamo la riflessione con serenità e non guardando soltanto alla rigidità dei conti, il che è compito del management di un’azienda di successo come Aeroporti di Puglia.
Credo che la politica debba compiere uno sforzo in più e caricarsi eventualmente anche di un periodo in cui non ci possano essere utili, ma costi. Se sono costi che servono a un territorio per contribuire a far guadagnare alla Puglia un pezzo importante di mercato nel settore del turismo, è opportuno che tutti gli sforzi vadano compiuti.
Io ritengo che l’ordine del giorno presentato dai colleghi tarantini abbia questo grande merito ed è giusto che il Consiglio regionale lo riconosca. Voterò, quindi, favorevolmente all’iniziativa presentata dai colleghi della Provincia di Taranto.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di intervenire il rappresentante del Governo regionale, assessore Minervini.
MINERVINI. assessore alle infrastrutture strategiche e alla mobilità. Signor Presidente, devo ringraziare i miei colleghi consiglieri per aver stimolato la discussione. È probabile che ve ne sia bisogno, ossia che vi sia bisogno di una discussione molto più intensa e più frequente su questi temi, che rivestono un carattere strategico sul piano sia delle infrastrutture, sia delle prospettive di sviluppo del nostro territorio regionale.
In effetti, in questo Consiglio regionale e in relazione a questa visione d’insieme, sulla quale stiamo lavorando anche con scelte importanti di investimenti cospicui, forse non ci siamo comportati con l’adeguatezza che il tema merita. Forse è tempo di svolgere uno sguardo complessivo e globale su ciò che sta accadendo nella nostra regione.
Signor Presidente, sono arrivato in ritardo perché avevo una conferenza stampa nella quale è stato profilato l’impatto sul sistema del trasporto pubblico locale, in modo particolare per quanto riguarda la dorsale gestita direttamente da Trenitalia, per il prossimo anno sulla base di quanto disposto dalla manovra Finanziaria appena approvata.
Vorrei che questo punto costituisse il contesto dal quale muoviamo tutte le nostre proposizioni e tutte le nostre sollecitazioni. Vorrei che la nostra funzione di consiglieri muovesse dalla consapevolezza del momento estremamente drammatico, di straordinaria e inusitata gravità, nella quale la finanza pubblica e, quindi, anche le nostre condizioni finanziarie si muovono, altrimenti rischiamo di tenere una discussione un po’ accademica e un po’ scolastica.
Io credo, invece, che in questa sede rivestiamo tutti la funzione di amministratori regionali, cioè di persone massimamente responsabili del destino di questa comunità e di questo territorio. Muovere fuori da questo contesto proposte che magari saranno anche legittime sulla base delle aspirazioni di un territorio, ma che cozzano e contrastano in maniera stridente con condizioni di fattibilità in questo momento particolare significa, secondo me, alimentare dinamiche, che sono tutte comprensibili e assolutamente legittime, ma complesse.
In questa funzione mi sto accorgendo di quanto il nostro territorio regionale sia attraversato da tensioni di tipo localistico. Secondo me, anche questo dovrebbe farci riflettere e questa sarebbe la sede propria per svolgere tale riflessione. Il fatto che siamo all’interno di un territorio che evidentemente non riesce a svolgere un’identità di sistema regionale forte al punto da identificare le tensioni e gli slanci territoriali all’interno di una visione d’insieme è, a mio avviso, un punto politico sul quale dobbiamo riflettere.
In questo contesto io penso che il lavoro che in queste settimane e nei prossimi mesi ci troveremo a svolgere sarà di incredibile e drammatica capacità di tenuta delle situazioni che abbiamo in corso. Non è un tempo nel quale si possa immaginare di mettere in campo ulteriori interventi che possano produrre ulteriori fabbisogni di spesa pubblica. I tagli che si prefigurano rispetto al complesso del sistema dei servizi, che, grazie alle nostre politiche pubbliche, abbiamo erogato negli scorsi anni, ci fanno entrare in una condizione di tenuta che sarà un miracolo mantenere.
Per intenderci, il taglio che questa manovra – non stiamo parlando di sforbiciate – prefigura solo per il servizio di Trenitalia è del 75 per cento. Mancano 45 milioni di euro dei 60 necessari per far camminare i treni sulla dorsale Adriatica e su quella Ionica, che, peraltro, riguarda anche Taranto. Di questo tema stiamo parlando e io vorrei che ne fossimo consapevoli. Basterebbe leggere i giornali di questi giorni.
Dentro questa consapevolezza, dentro questo contesto, va bene tutto. Vanno bene tutte le istanze di tipo territoriale. Vorrei soltanto rilevare che assumere un’infrastruttura con un carattere simbolico all’esterno di una valutazione e di una strategia complessiva di sviluppo di un territorio mi sembra essere un torto per quel territorio.
Siamo in una fase nella quale la Regione ha provato, negli scorsi anni, a definire quale sia la propria strategia per lo sviluppo del sistema regionale. Di Taranto negli strumenti di pianificazione, ma anche nei più recenti atti di programmazione, la Regione si è molto occupata, considerandola, per la sua funzione e per le infrastrutture di cui dispone, in modo particolare per il porto, un pilastro di ogni prospettiva di sviluppo del sistema regionale.
In virtù di tale consapevolezza possiamo dirci tutto, ma anche la storia del baricentrismo è ormai, secondo me, un disco rotto. Io rispetto tutti, però con i dati alla mano. Confrontiamoci con i dati alla mano. Mettiamo insieme in fila, uno dopo l’altro, i gesti, le scelte, le iniziative concrete.
Non voglio parlare dei 200 milioni della piastra logistica di Taranto e nemmeno dei 35 milioni del fascio ferroviario che consentiranno a quel territorio e a quel porto, che oggi versano in una condizione di straordinaria difficoltà rispetto al riassetto dei traffici navali che stanno caratterizzando tutto il Mediterraneo, di recuperare una competitività che finora non ha avuto, quella di portare le merci nel cuore dell’Europa in 35 ore.
Quei 35 milioni agiscono per lo sviluppo di quel territorio molto più di quanto possiamo investire sull’ILVA. Vorrei che fosse chiaro di che cosa stiamo parlando.
Il Distripark era previsto per il 2020 e, nell’interazione virtuosa con gli interlocutori politici e istituzionali di quel territorio, i 35 milioni di euro a esso destinati, che vanno a configurare in una piattaforma logistica di straordinarie potenzialità anche dal punto di vista occupazionale, sono stati inserito nel Piano per il Sud a fine luglio. Se ci diamo da fare, il Distripark può diventare una delle realizzazioni su cui quel territorio può incominciare finalmente a ragionare oltre l’ILVA.
Vorrei che ragionassimo tenendo in conto le potenzialità e le strategie di sviluppo di un territorio e non il valore simbolico di un’infrastruttura. Non andiamo da nessuna parte caricando e sovraccaricando un’infrastruttura di valore simbolico e pensando che, così facendo, abbiamo traumaturgicamente salvato il territorio e tutti i suo i fabbisogni. Non è così. Non funziona in questo modo.
Il caso di Foggia, quello dell’aeroporto Gino Lisa, lo dimostra. Dobbiamo provare a volgere, essendo consiglieri regionali, uno sguardo regionale sul sistema regionale e dobbiamo farlo con il massimo della responsabilità, della lungimiranza, della lucidità, altrimenti non andiamo da nessuna parte.
Possiamo cavalcare i comitati locali, ma non produciamo buone scelte politiche di sviluppo del nostro territorio in una fase nella quale, se sbagliamo la mossa, ciò è fatale per le nostre realtà territoriali.
Per questo motivo discutiamo. Abbiamo già iniziato una discussione, che io considero molto importante, all’interno della Commissione, ma anche al di fuori dalla Commissione stiamo parlando con il territorio.
Continueremo a discutere di questo tema. Si potrebbe tradurre quest’ordine del giorno in un impegno rivolto al sottoscritto perché si possa continuare questa discussione nelle sedi più appropriate, perché verifichi la condizione di fattibilità di quello che voi richiedete, ma senza tradurlo in una sorta di braccio di ferro con il quale proviamo a strappare un impegno in una condizione di fattibilità difficilissima da garantire in questo momento da parte del Governo.
Vorrei svolgere un’ultima precisazione, anche per sfatare alcuni luoghi che rischiano di diventare leggende metropolitane su questa vicenda. Intendiamoci: non c’è alcun monopolio, né tantomeno risultano agli atti né di Aeroporti di Puglia, né dell’assessorato diretto dal sottoscritto proposte da parte o di soggetti privati interessati alla gestione dell’aeroporto, né di compagnie aree disposte a volare gratuitamente da quell’aeroporto.
È ovvio che, se ci fosse un privato che decide di investire e di effettuare un’operazione di investimento di rischio con propri capitali, dal punto di vista del Governo regionale abbiamo dichiarato pubblicamente, e sono pronto a ribadirlo, che non c’è alcuna difficoltà a discuterne.
Le notizie che sono circolate, però, non erano di questo tipo. Non stiamo parlando, consigliere Mazza, di liberalizzazioni. Quelle erano compagnie che avevano avanzato la propria disponibilità a volare da Grottaglie, a fronte di contributi pubblici che noi in questo momento non riusciamo a garantire, nemmeno verso il “Gino Lisa”.

Questo è il punto. Prestiamo, quindi, attenzione a non rappresentare questa vicenda come quasi di monopolio centralistico e statalistico della Regione: non è questa la realtà. Siamo disponibili a ragionare con chiunque voglia svolgere un ragionamento serio in termini di investimenti di propri capitali sull’aeroporto. Perché no? L’ho sostenuto anche in passato.
Se questo approccio, in realtà, è, però, un surrettizio tentativo di ottenere ulteriori capitali, ulteriori forme di assistenza pubblica, noi lo esprimiamo in questo momento: le condizioni nelle quali la finanza regionale si trova non ci consentono oggi di intraprendere percorsi di questo genere.
Oserei affermare che questo ragionamento prescinde dalla nostra volontà. Il problema non sta nella volontà, ma nel fatto che noi, da oggi a poche settimane, saremo chiamati a redigere il bilancio della Regione e a compiere alcune operazioni di estremo dolore sociale.
Manca oggi il Presidente Vendola, che utilizzerebbe espressioni ancora più drammatiche, ma di questo stiamo parlando. Vi esorto davvero a continuare questa discussione. Io non la considero chiusa con la presentazione di questo ordine del giorno. Secondo me, sarebbe un gesto di grande intelligenza ritirarlo e proseguire la discussione nella sede propria, sia della nostra attività consiliare, sia del territorio.
PRESIDENTE. Piuttosto che far ritirare l’ordine del giorno, proporrei – e forse questo potrebbe essere il voto dell’intero Consiglio – di impegnare il Governo regionale a proseguire nell’approfondimento e nell’interlocuzione con le forze politiche, sociali e istituzionali della Provincia di Taranto, perché nella congiuntura, così come è stata adesso illustrata dall’assessore Minervini, possano essere esperite le forme possibili per un’utilizzazione nel sistema aeroportuale pugliese anche dell’importante struttura di Grottaglie.
Penso che questo darebbe significato al dibattito di oggi, un dibattito che muove, e nessuno può negarlo, dalla legittima aspirazione di un territorio come quello tarantino a sentirsi parte integrante di un sistema importante, quale quello aeroportuale.
Potremmo, quindi, concludere con un voto in tal senso. L’ordine del giorno è stato discusso e io penso che con questo impegno si possa concludere la discussione. Siamo certi che nell’interlocuzione che continuerà, anche in ragione della predisposizione del bilancio, i territori dovranno valutare con attenzione quanto è compatibile, e non quanto è legittimo, che i territori ottengano.
Se siamo d’accordo su questa proposta, passerei alla votazione dell’ordine del giorno.
MAZZA. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAZZA. Signor Presidente, ho ascoltato con attenzione le parole dell’assessore Minervini e ovviamente condivido con lui l’idea che si debba ragionare in termini regionali.
È stato affermato, e mi sembra di aver capito che nelle sue conclusioni lo abbia precisato, che l’aeroporto di Grottaglie può essere anche trasmesso in gestione eventualmente a una soluzione alternativa a quella di Aeroporti di Puglia, qualora ci sia una proposta che non crei alla Regione la necessità di ulteriori investimenti.  Eventualmente un’apertura di questo tipo è condivisibile e io l’approvo, unitamente a ciò che il Presidente ha proposto, ossia di aprire o continuare un tavolo di discussione, ma con tale possibilità sul tappeto. Questo è il mio pensiero.
PRESIDENTE. Do lettura del dispositivo conclusivo dell’ordine del giorno: «Il Consiglio regionale impegna il Governo a proseguire nell’utile interlocuzione con il territorio della provincia di Taranto per la valorizzazione dell’importante infrastruttura aeroportuale di Grottaglie».
MARINO. Domando di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINO. Signor Presidente, ritengo utili anche le conclusioni che ha tratto l’assessore, perché rientrano in un ragionamento complessivo che deve svolgere il Consiglio regionale sui trasporti, in modo particolare sul trasporto aereo.
Dobbiamo uscire, e io sono d’accordo, dal localismo e all’interno di questo sistema dobbiamo individuare le priorità. Adesso abbiamo parlato di Taranto, ma chiederò, come ho già fatto, al Presidente della Commissione trasporti di dedicare una seduta monotematica a Foggia, non perché voglia sposare un’idea localistica rispetto a Foggia, ma perché vorrei che fosse mantenuta l’idea programmatica che si trova all’interno del Piano dei trasporti e la valenza che in tale idea programmatica assume l’aeroporto di Foggia. Questo è il primo punto.
Passo al secondo punto. Vorrei ricordare che in una fase di grande difficoltà, come ci ha ricordato l’assessore, è difficile individuare i finanziamenti, ma anche che non trovare i finanziamenti per Foggia significa anche aver sprecato denaro pubblico inutilmente. Oggi, dal momento che esiste la potenzialità di allungare quella pista e che siamo all’interno della visione strategica della Regione, e allo stesso tempo avremmo difficoltà in questa fase, in cui tale struttura è debole, a finanziare i voli, avremmo rimesso l’orologio indietro e non avremmo dato la possibilità a quella parte del territorio, che, vorrei ricordarlo, rappresenta il 40% del turismo della Puglia, di avere un’infrastruttura seria.
Assessore, dobbiamo tenere una discussione su questo tema e la dobbiamo fare partendo anche dal presupposto che la panacea di tutti i mali non può essere la società Aeroporti di Puglia. La società Aeroporti di Puglia può essere vissuta e vista in Puglia anche in modo diverso, per esempio come una holding che partecipa a tante altre società che possono intervenire anche con capitale privato.
Dobbiamo svolgere un ragionamento a 360 gradi su questo punto. Non dobbiamo fasciarci la testa e affermare che avremo per sempre una data situazione, che è quella descritta, ma, partendo da questa situazione, dobbiamo trovare sulla strada anche dell’innovazione le possibilità che ci permettano di salvare i voli in un’infrastruttura in crescita.
Vorrei ricordarlo. Quando l’assessore afferma a Foggia che quell’aeroporto deve stare sul mercato, io sono d’accordo, ma come si fa a chiedere a una struttura così debole di stare sul mercato e, allo stesso tempo, erogare i finanziamenti per il low cost, che sul mercato ci sono da tempo e che forse sono più forti di quell’infrastruttura?
Noi dobbiamo ragionare a 360 gradi e sono d’accordo con l’assessore sul fatto che ciò deve avvenire con estrema chiarezza, però la chiarezza e la visione unitaria e regionale ci devono essere da parte di tutti, soprattutto da parte dell’assessore.
Grazie.
CERVELLERA. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CERVELLERA. Signor Presidente, credo che lo spirito dell’ordine del giorno fosse proprio quello di aprire una discussione che avesse una valenza di natura regionale. Nelle premesse che devono rimanere nell’ordine del giorno, quindi, c’era anche l’aspetto che riguardava il Distripark, nonché tutto ciò che riguardava la logistica e l’utilizzo di un’infrastruttura che, già come è oggi, costa alla Regione Puglia 20 milioni di euro, il che significa che viene sottoutilizzata.
Delle dichiarazioni rese dall’ingegner Di Paola potremmo anche cassare l’ultima parte. L’ordine del giorno era volutamente generico, perché in alcune dichiarazioni l’ingegner Di Paola affermava che aveva temporaneamente dirottato 5 milioni di euro che erano stati assegnati all’aeroporto di Taranto, ma che erano disponibili immediatamente a essere reintrodotti. Non so che significa che non ci sono più, ma sto parlando di Aeroporti di Puglia, non dell’Assessorato.
Condivido comunque la formulazione avanzata dal Presidente Introna, a patto che si scriva, altrimenti teniamo una discussione ipocrita, “predisponendolo anche ai voli civili”. Se non scriviamo questo pezzo, tutta la discussione di questa mattina non ha assolutamente senso.
È chiaro che lo facciamo insieme. Se ci sono società private che vogliono investire senza ricevere un corrispettivo dalla Regione Puglia, in questo caso faremo di tutto perché ci sia questo intervento delle società private, così come la Provincia di Taranto sta proponendo da molto tempo.
Va bene, quindi, la formulazione proposta, aggiungendo le parole “predisponendolo anche ai voli civili”, altrimenti alla fine avremo discusso inutilmente.
PRESIDENTE. Rileggo il testo: «Il Consiglio impegna il Governo regionale a proseguire nell’utile interlocuzione con il territorio della Provincia di Taranto e con Aeroporti di Puglia per la valorizzazione dell’importante infrastruttura aeroportuale di Grottaglie, predisponendolo anche ai voli civili».
Pongo ai voti l’ordine del giorno così come modificato.
È approvato.

1 commento:

  1. robymissiani@libero.it17 ottobre 2011 00:07

    Temporaneamente............

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